More Bridges, Less Walls

“More Bridges, Less Walls” è uno Youth Exchange nato dalla collaborazione tra due volontarie ESC al fine di promuovere i valori europei di solidarietà, comprensione e rispetto reciproci, consapevolezza di altre culture. Il progetto avrà il suo focus sul conflitto medio orientale e la crisi dei rifugiati che ne è conseguita nell’ultimo decennio, e su come questi processi migratori abbiano influenzato le scelte politiche di diversi paesi europei e come, allo stesso tempo, questi fenomeni ci coinvolgano in prima persona nonostante possano apparire dei problemi lontani da ciascuno di noi.

L’obiettivo e l’intento di questo progetto sono quelli di coinvolgere i giovani di cinque paesi europei (Italia, Grecia, Spagna, Slovacchia ed Estonia) e invitarli a riflettere su queste tematiche quanto mai attuali, per raggiungere un livello di consapevolezza maggiore sia sul tema specifico sia per quanto riguarda un senso di comunità e cittadinanza e rispetto che vadano al di là delle singole storie personali attraverso l’educazione non formale e attività specifiche e interattive come il teatro, il dibattito e incontri con esperti. Il luogo in cui lo Youth Exchange verrà implementato sarà Faenza, in Emilia Romagna, dal 20 al 28 settembre 2020.

I partecipanti dovranno essere cinque per ogni paese e avere un’età compresa tra i 18 e i 25 anni, e per inviare la richiesta di partecipazione dovranno compilare un form apposito, seguendo questo link:
https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLScxjeDIFjuLCI6x5rMhUz51aWm8jHOKAz-2OmnduPx1jIuCvw/viewform?usp=sf_link

Un infopack più completo con tutte le informazioni sul progetto verrà fornito molto presto, seguite le news sul sito di SE.M.I. e le pagine Facebook e Instagram dell’associazione per restare informati!

La bambina georgiana

Qualcuno dice che viaggiare sia il modo più efficace per vivere molte vite. Vi posso assicurare che lo è. Da sempre è il mezzo che uso per fregare il tempo, dilatarlo, renderlo più denso. Quando decidi di uscire dalla famosa “zona di comfort” la vita ti cambia. La mia, ad esempio, ha iniziato a prendere la forma che avevo immaginato da bambina. Oggi vi racconto di un mio viaggio, un viaggio fatto di persone, paesaggi, atmosfere, idee, cibi, culture diverse che ho lasciato entrare e che conservo ancora in casseforti che ogni tanto decido di riaprire, proprio come adesso. Il viaggio di cui vi parlo oggi è frutto di uno di quei sì detti all’ultimo minuto. A Febbraio dell’anno scorso sono partita per il mio primo Erasmus +, un progetto europeo che mi ha portato in Romania per un’intera settimana. E’ stata da subito una scommessa che sapevo di poter vincere. Quando decidi di scommettere con te stessa difficilmente prendi in considerazione di perdere sul serio, in qualche modo sai che ti rimarrà quel coraggio sfacciato d’esserti andata contro, o incontro. Tutti i viaggi ci regalano qualcosa, a me questo viaggio ha dato tanto; tra tutte le cose, un momento che ho deciso di raccontare. Vorrei poter rendere il momento di cui sto per parlarvi in tutta la sua pienezza. So che non ci riuscirò, ma ho comunque deciso di darmi una chance.

Ricordo come fosse ieri quel pomeriggio di Febbraio. C’era neve ovunque e una calma a cui ripenso ogni volta che mi concedo un respiro più lungo degli altri. Avevo trovato una persona rara in quel pezzo dimenticato di mondo, una di quelle con cui ti ritrovi a condividere quegli scorci di vita irregolari, quelle che arrivano come le cose che non avevi chiesto. Era come conoscerla da un tempo molto più lungo di quello che abbiamo avuto, era come sapere già che ci saremmo incontrate. Avevo trovato una di quelle persone che senti come casa tua, una di quelle persone che sorridono con occhi e bocca. Ne ebbi la certezza quando, in quella panchina al freddo, ci ritrovammo a parlare di tutto, di religione, politica, famiglia, dei nostri progetti futuri. Le nostre differenze ci tennero sedute lì per un po’. tra una parola e l’altra finimmo col parlare della sua infanzia, un’infanzia assai diversa dalla mia.

Gura Humorului – Romania

Consapevoli che quel momento non sarebbe tornato, decidemmo di viverlo con una sacralità che non si è ancora persa. Mi ritrovai ad ascoltare una storia che non sembrava vera davanti ad un caffè, in mezzo alla neve, nel nord della Romania. Fin da subito, rimasi colpita da quello sguardo fiero, uno sguardo che non doveva forzare un’umiltà che gli era da sempre appartenuta. Aveva gli occhi di chi aveva vissuto molti anni con un coraggio ammirevole, a volte senza neanche saperlo. Il sole di metà pomeriggio forse non bastava a scaldarci in mezzo a quel gelo di fine inverno, ma noi tenevamo le mani ben salde alle nostre tazze bollenti. Mentre parlava, immaginavo quello scenario triste e, a tratti, pieno di meraviglia, quello di un’infanzia che mai avrei potuto immaginare.

Quando la Georgia era in mano ad un regime, Mariam era solo una bambina. Nei primi anni Novanta, subito dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica, la Georgia attraversò un periodo di conflitti interni ed estrema povertà; il regime aveva lasciato il Paese al lastrico, l’economia era inesistente, le risorse alimentari insufficienti, la gente lavorava per due Laris (la moneta georgiana, corrispondente a 32 centesimi di euro) al mese. Il Paese era governato da “Ladri legalizzati”, persone che detenevano il potere abusivamente avendo anche la libertà di commettere crimini senza essere sottoposti a nessun controllo. “Le persone avevano paura di uscire di notte, perchè se lo facevi, c’erano alte possibilità che tu venissi aggredito. Raramente la gente portava con sé oggetti di valore e se lo faceva, stava attenta a nasconderli meglio che poteva. I criminali non avevano paura di strappare orecchini o borse alla gente. Non c’era polizia, la maggior parte era altamente corrotta e, per dirla tutta, collaborava con i “Ladri legalizzati”. A quei tempi la gente cercava in tutti i modi di sopravvivere.” Fu così che Mariam iniziò, e fu così che iniziai ad entrare in questa storia. “Non c’era elettricità, né gas, a volte neanche acqua. Usavamo una stufa a legna per riscaldarci in inverno e c’era un’ora in cui toglievano la luce e la gente cercava di sbrigare le faccende prima che ciò accadesse. Avevamo la tv ma l’accendevamo raramente, seguivamo le notizie alla radio e leggendo i giornali. Gli inverni erano molto duri da affrontare, dovevi preparare la legna durante l’estate per non passare un inverno al freddo.” Tra una frase e l’altra provavo una tale ammirazione che a tratti diventava vergogna, me ne stavo completamente in silenzio ripensando a tutto quello che avevo avuto io. Somigliava ad un romanzo di Dickens, in cui si racconta di una povertà semplice, in cui i bambini giocano accettando la miseria come qualcosa che non hanno scelto ma che riescono comunque a portare in spalla. Aggrottavo la fronte ai particolari più assurdi e la distendevo tutte le volte che provavo ammirazione. A tratti toccavo con mano quello che stavo ascoltando. Non mi ero mai resa conto di quanto un evento per me straordinario potesse rappresentare la vita di tutti i giorni. Non lo dissi ad alta voce, ma ripensai a tutte le volte in cui mi lamentavo quando andava via la corrente e i miei apparecchi elettronici smettevano di funzionare per cinque minuti. Mi sentii piccolissima, la persona meno coraggiosa del mondo. Pensavo di aver dovuto portare il peso di molte cose, non avevo sopportato nulla in confronto ad una guerra in atto. Non mi ero mai trovata sotto un regime, non sapevo che aria avrei respirato, come sarei stata, forse la mia parte rivoluzionaria sarebbe venuta sù meglio di così.

Nonostante il clima presente in Georgia, la gente cercava di condurre una vita normale. Mariam andava a scuola, al parco giochi, con una tale naturalezza mi disse che, essendo piccola, non sentiva il peso della sua condizione. Pensava a giocare, a stare fuori casa più tempo che poteva. Forse mi colpì proprio quella naturalezza, quella leggerezza con cui mi raccontava la povertà. Mi raccontò un aneddoto che mi lasciò a bocca aperta, perchè io cose del genere le avevo viste solo nei film. “Durante l’inverno, quando le giornate erano più corte, era molto difficile finire i compiti prima del tramonto, quindi continuavo a studiare aiutandomi con la luce di una candela. Tutti gli inverni della mia infanzia sono collegati alla luce di una candela, perchè era l’unica risorsa che avevamo per far fronte alla mancanza di elettricità.” Capirete che, cose del genere non si sentono tutti i giorni.

Le chiesi cosa provasse, cosa fossero stati per lei quegli anni. “Oggi, quando io ed i miei amici ci guardiamo indietro diciamo sempre “bui e dolci anni 90”, perchè sono stati esattamente così. Furono bui in tutti i sensi ma anche dolci, perchè, d’altra parte, avevamo relazioni più vere e più strette con la gente, giocavo con gli altri bambini per strada durante l’estate e posso dire che la mia infanzia è stata bella, nonostante tutte le cose che stavano accadendo nel mio Paese. Furono dei tempi terribili, ma per un bambino che voleva solo giocare con i suoi amici, che voleva stare per strada o giocare in cortile, fu fantastico. Quando mi guardo indietro non vedo tempi bui, li guardo ancora con gli occhi di quella bambina di 6 anni che amava uscire fuori a giocare.

Io e Mariam siamo amiche da un anno, quel viaggio e quella panchina ci hanno dato qualcosa che conserviamo ancora come un regalo che qualcuno ha deciso di farci.

Alla mia amica Mariam, alla bambina georgiana.

Grazia

Call For Italian Participants!

Sustainability and Youth Work” is your change!

We are looking for Italian Participants to be a part of the Youth Exchange Project ”Sustainability and Youth Work- Say W!”.

Where: Alpignano, Italy

When: 8-15 February (with 2 days of travel)

Topics of the mobility: Environmental sustainability: what is it? What we can do: responsible behavior and choices in everyday life. One more step: changing habits outside of us (how to spread and raise awareness)
knowledge of the concepts of environmental sustainability; of active citizenship and participation democratic; the structure and core values of the Erasmus + program; aptitude for active engagement in civil society; opening up to new ways; attitude empathetic and predisposition to active listening.

You are still thinking about it? Take a look to the Info-Pack below…

A due passi da Faenza…

Ciao a tutti,

I am here almost two weeks now, let’s start talking a little bit in italian, too! The ESC life goes on with more and more activities every week, new things to learn, new adventures to live and new people – especially Italians- to meet.

The office hours passing fast while dealing with European Exchange Projects – at least I am trying- and social media work. The italian language is becoming a friend of mine step by step and regarding my social life, we made a pretty good start with the other volunteers here. But, as good as it can be the everyday life, you always waiting and counting the days – the hours, the minutes- for the weekend!

I made a pretty good deal with myself for this year when they anounced me that I am accepted for this European Union opportunity. I decided to travel a lot this year. Don’t get me wroght, I also want to live in an italian lifestyle and get to know this small city that I am currently living, Faenza, but it is also a pretty good opportunity to travel around the courty every weekend. So, this weekend I made my first, small step and I visited Bologna!

Private moments with my friend in Bologna

I got into the traveler mind from Friday when my friend from Florence visited me in Faenza. After two – ok, maybe three- Spritzs as an aperitivo – I really like this italian habit- we decided to visit Bologna for one day. The next day, Saturday, me, my friend and other two volunteers as travel buddies, we woke up and took the train to Bologna. Ok, I knew it was really close to Faenza, but seriously it is just 30 minutes away and with the train you have to pay only 5 euros to go – that’s perfect because I don’t have money-. Almost at 11.00 we arrived in Bologna and start moving around these beautiful streets, visiting the local market and of course having breakfast as real Italians in the most lovely coffee shop in town. It was a weekend, so Bologna was full of people in the streets, shopping, drinking their coffees fast, having fun and enjoying their free time.

We moved as fast as we could to visit all the right places in only a day. We went to the center of the city, where the market is – of course I did a little bit of shopping and it’s one of the reasons that now I don’t have money for food-, but except the market you can see there the Two Towers, the Piazza Maggiore, the Cathedral and a lot of bars, restaurants and coffeeshops. The time passed as fast as the water flows and we got hungry, but who could expect that the weekend in Bologna it’s pretty hard to eat for lunch! All the places that we went at almost 1.00 o’ clock was full or had no more food and after 2.30 o’ clock they started telling us that they were close until the afternoon. We ended up eating at 5.00 o’clock but at least we tried the official spaghetti alla bolognese.

Of course, I couldn’t leave this full of people, full of life and amazing city without having an aperitivo first -yes, officially it’s my habit, too-. For another time, Bologna left me speakless and I am seriously in love with this city… So, after a little walking around the small streets of the center, we found a very, very small place, like a hole but full of people, in which bar you can drink a Spritz or a Campari with inly 2,5 euros. Take my money and give me clothes and Spritzs, SERIOUSLY! I was in heaven until we reallized that we have to go back to Faenza and of course we were late. As an authentic Greek one this time, I showed to my travel buddies how you can catch a train that leaves in 10 minutes and you are 15 minutes away and you don’t have a ticket, too. It’s pretty easy, you run, you run like hell, maybe the cars will hit you but seriously now, you have to run people!

That’s all folks! Just me, trying to leave me greek mark in Italy!

Ci vediamo…

Danai, Greece

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Il mio primo mese greco

Ciao a tutti!

Sono Federica e sto vivendo un’esperienza di volontariato in Grecia tramite l’ESC (European Solidarity Corps) presso l’organizzazione You in Europe, con sede a Nea Moudania, una cittadina situata 60 km a sud di Salonicco, nella penisola Calcidica.
Quando ho saputo di essere stata scelta come volontaria italiana per il progetto, mille dubbi si sono affacciati alla mia mente: come farò se non conosco il greco? Questo progetto è davvero quello giusto per me? Sarò felice vivendo per un anno in un paese dove finora ho solamente trascorso delle settimane di vacanza? E così via. Alla fine, sostenuta e incoraggiata da SE.MI, organizzazione d’invio, e da You in Europe, organizzazione ospite, ho deciso di accettare questa sfida e fare un salto nel vuoto.
Il progetto per il quale ero stata selezionata avrebbe lavorato soprattutto sul tema dell’educazione non formale, vale a dire tutte quelle attività formative non legate alla scuola o all’accademia, ma attività che coinvolgono attivamente il bambino o l’adulto creando un’interazione e uno scambio di conoscenza, oltre che un abbassamento dei livelli d’ansia da prestazione, poiché in questo tipo di educazione non esistono voti o esami, ma si tratta invece di un’auto analisi fatta da parte dello studente. Interessante, no?

Nel concreto You in Europe collabora con dei centri ricreativi chiamati con l’acronimo KDAP (in greco: Kentro Dimiourgikis Apascholissis Pedion) ovvero centro di lavoro creativo per bambini (ma anche per persone con disabilità), e la maggior parte del lavoro dei volontari sarebbe stata dunque concentrata in queste strutture, accompagnati sempre dagli insegnanti ed educatori che lavorano permanentemente nei centri.
Il progetto dunque mi sembrava molto interessante, e il fatto di poter imparare una nuova lingua una bella opportunità, senza dimenticare la posizione di Nea Moudania: una città con spiagge da cartolina sull’Egeo, e l’inizio delle attività avrebbe coinciso esattamente con l’inizio dell’estate… Come si poteva rifiutare? undefined

Il 3 giugno 2019 ho quindi preso l’aereo e sono atterrata a Salonicco, e sin dal primo momento sono stata circondata da moltissime persone: durante la settimana del mio arrivo, infatti, You in Europe avrebbe ospitato uno Youth Exchange, uno dei progetti di mobilità giovanile facenti parte del programma Erasmus+, con giovani provenienti da 6 diversi paesi europei.
La prima settimana ho quindi ricevuto la migliore accoglienza possibile, trovandomi a contatto con persone molto aperte, disponibili e gentili, con cui trascorrere il tempo ma anche con cui confrontarmi su progetti europei e sull’importanza della mobilità giovanile. Una delle cose che mi hanno colpita da subito è stato il calore dei greci, i quali sono sempre pronti ad aiutare chi hanno accanto anche se straniero.
All’inizio ho quindi avuto modo di ambientarmi in questa nuova città, scoprire le spiagge bellissime e divertirmi insieme ai ragazzi partecipando alle attività del loro scambio. Cosa avrei potuto chiedere di più?

Conclusi i saluti a tutto il gruppo dello YE, durante le settimane successive io e gli altri due volontari del progetto, Sofia, una ragazza portoghese e Bartek, un ragazzo polacco, abbiamo avuto modo di visitare i centri dove avremmo iniziato a lavorare poco dopo, conoscere le educatrici e insegnanti e proporre le prime attività che avremmo messo in atto entro la fine del mese. Da metà giugno infatti è stato stabilito l’orario estivo, che prevedeva la nostra presenza nei centri tutte le mattine, mentre il pomeriggio sarebbe stato dedicato ad attività personali e riunioni.
Tra le attività proposte c’è stata la mia idea di iniziare un corso di italiano per i bambini greci, che sono stati entusiasti dell’idea e con cui ho lavorato molto bene per tutto il corso dell’estate.

Le cose sembravano scorrere tranquille a Nea Moudania, ma non abbiamo avuto il tempo di annoiarci perché il 22 giugno è arrivato un nuovo gruppo di ragazzi per uno Short Term EVS, che sarebbero rimasti in Grecia per un mese con lo scopo di aiutare ad organizzare un festival locale.
Per tutti noi è stato quindi un piacere essere di nuovo circondati da nuove persone con differenti nazionalità e personalità, e oltre al lavoro nelle organizzazioni, i pomeriggi erano dedicati all’aiuto nelle attività di questo gruppo e alla socializzazione (ahimé, in spiaggia!).

A grandi linee questo è stato il mio primo mese in Grecia, pieno di cose da scoprire, persone nuove da conoscere e nuove attività, senza dimenticare una lingua ancora incomprensibile ma anche tanta gentilezza e voglia di comunicare.
Vi racconterò i mesi successivi nel prossimo articolo, per adesso non voglio dilungarmi più del dovuto. Grazie per aver dedicato del tempo alla lettura di queste righe, a prestissimo!

Federica

Cerchiamo partecipanti italiani per uno scambio in Grecia!

Carissim*,
se non vi abbiamo ancora contattato per partecipare allo scambio, significa che per questa volta non vi abbiamo selezionato. Mi raccomando, non vi scoraggiate e continuate a mandare application! E’ stato difficilissimo fare le selezioni e avremmo tanto voluto inviarvi tutti! Non appena avremo altre opportunità le pubblicheremo sui gruppi Facebook e sul blog dell’associazione SE.M.I. – Seeds for More Interculture.


 

Tutto gratuito (chiediamo solo tessera associativa di 5€), viaggio rimborsato, 31/8 – 9/9 2018, Nea Moudania (vicino a Salonicco).

Aperto a ragazze e ragazzi dai 18 ai 30 anni. Non è necessario parlare bene inglese, solo essere motivati, aperti di mente e curiosi! Lo scambio è basato sul tema dell’euroscetticismo, che verrà affrontato tramite tecniche cooperative di educazione non formale.

Per candidarti clicca qui: https://goo.gl/forms/0nSIjBfbxLYMHKlp1 

Euroscepticism?? Take your role and… face it!!!

The aim of the exchange is to promote to the young people the very crucial sociopolitic phenomenon of Euroscepticism and to ask them to testify their ideas and opinions and to propose methods on how to face it.

Activities

1. Preparation and presentation of “Parlement conference” using the Role Playing method where the participants through their roles will discuss on the Euroscepticism phenomenon and its consequences in sociopolitic level.

2. Interactive participation in Role Playing workshops under the leading of the trainers Ms Stavroula Pagona, Ioanna Thomopoulou, Vasilis Stoulos.

3. Participation in informative interactive discussions about the euroscepticism phenomenon under the leading of EU policy advisor and volunteer cooperator of our organization Mr Elias Iordanidis.

4. Participation as audience in municipal council of Nea Propontida conference.

5. Excursion in Sithonia peninsula

6. Orgnization of the interactive game “Refugees Pursuit” in the center of the city with local people participation.

7. National evenings organized by the participants (traditional songs, dances, food, drinks etc.)

8. Presentation of the participants.

Travel info and budget

The nearest airport is Thessaloniki airport “Makedonia” (SKG). The amount that we cover for travel expenses, regarding the distance calculator, for each country and for each participant is:

Italy : up to 275€ pp

From Thessaloniki airport we can arrange you the transfer to the venue by minivan. Total cost per one-way route is 60 euros (for 6 people)

**Please be aware that the 31 of August is the arrival day and 9 of September is the departure dayof the project.

Europe makers: Facilitating Youth

*foto: Elisa e Andrea, alla stazione degli autobus, aspettando i partecipanti dello youth exchange ThinkerINg

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Siamo arrivate a Lisbona il 15 Marzo e ripartite il 15 Aprile, dopo 1 mese di Job Shadowing (affiancamento lavorativo) con Check-IN, associazione Portoghese esperta di mobilità giovanile educazione non formale e progetti internazionali.

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Ci siamo messe in gioco, abbiamo imparato e condiviso competenze, ci siamo emozionate, abbiamo trovato nuovi amici e nuovi partner internazionali, abbiamo imparato i rudimenti del linguaggio internazionale dei segni, abbiamo visto la piccola e bella Beja, abbiamo scoperto un nuovo modo di gestire uno youth exchange, siamo cresciute, siamo cambiate e ora siamo pronte per nuove mirabolanti avventure!!

Grazie Check-IN team!!

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