Ciò che resta di un anno di volontariato europeo

Carissimi, sono ancora a scrivervi da Nea Moudania, Halkidiki, Grecia, ma non ancora per molto, anzi, probabilmente per l’ultima volta. Il mio periodo di volontariato sta infatti volgendo al termine, e presto dovrò pensare al prossimo passo verso il mio futuro. Fino a quel momento però mi godo le ultime settimane in Grecia, un paese con il quale durante questi dodici mesi ho avuto un vero e proprio rapporto da odi et amo. L’esperienza maturata e il percorso intrapreso sono stati lunghi e profondi, e mi sento cambiata, spero in meglio, grazie a tutto quello che ho vissuto e forse soprattutto dopo le difficoltà affrontate e superate con le mie forze. Vorrei cercare di delineare e descrivere senza troppe banalità che cosa hanno significato per me questi mesi e che cosa mi lascerà per sempre il fatto di essere partita attraverso i corpi europei di solidarietà.

La fine del progetto coincide anche con al scrittura di un documento che attesti le competenze acquisite, una sorta di passaporto delle abilità personali che ognuno di noi possiede ma che è molto difficile inserire in un curriculum. Sono qualcosa che può andare al di là delle cosiddette soft skills, così come non si limitano all’esperienza pratica di lavoro nella propria associazione ospitante all’estero. Il nome che è stato scelto per quello di cui mi appresto a parlare è key competences, e ritengo significativo che vengano ritenute chiave, o al plurale delle chiavi in senso più metaforico per facilitare un’apertura futura e più ampia. Mi sono dunque ritrovata a riflettere su quali e in quale forma io abbia ottenuto queste chiavi per il mio futuro, e la risposta non può essere secca e definitiva, poiché sento che il mio percorso di formazione sia iniziato molto tempo fa e che la mia partecipazione a questo progetto abbia contribuito alla mia crescita personale aggiungendo ogni giorno un tassello al puzzle che sto provando a comporre per arrivare a capire sempre meglio chi sono e cosa voglio.
Nella lista di queste competenze ci sono otto voci, che vanno dalle abilità linguistiche a quelle digitali, matematiche e letterarie, imprenditorialità, senso di cittadinanza, sensibilità culturale ed infine la capacità di relazionarsi e imparare. Va da sé che ogni volontario durante la sua esperienza sviluppi alcune voci in maniera maggiore rispetto ad altre, e questo vale anche per me; tuttavia sento che ciò che ho vissuto mi ha portato una consapevolezza rinnovata nei confronti del mondo che mi circonda.

Per quanto possa sembrare inverosimile, ricordo dei momenti precisi in cui ho percepito il cambiamento e la crescita che stavo attraversando, quando ho visto mutare la mia attitudine verso le situazioni e ho riscoperto una forza che non ricordavo di avere o che forse stavo vedendo per la prima volta in me. Circa a quattro mesi dall’inizio del volontariato ho iniziato a percepire un’ondata di insoddisfazione crescente invadermi, e mi sono trovata sul punto di abbandonare il progetto per dedicarmi ad altro. È stato in quel momento che ho deciso di aprirmi con i responsabili della mia organizzazione, You in Europe, e parlare delle difficoltà che stavo attraversando e delle mie paure e insicurezze. Da quel momento in poi, e con l’aiuto delle persone che mi stavano accanto, sono riuscita giorno dopo giorno a comprendere che se avessi voluto vedere un cambiamento nelle cose che stavo facendo, quello doveva partire innanzitutto da me stessa. Ho sviluppato un’attitudine attiva e propositiva verso tutto quello che mi trovavo di fronte, scacciando la negatività e la voglia di lasciar andare tutto, ma senza abbattermi cercavo soluzioni per ogni problema e alternative pratiche per affrontare ogni sfida che incontravo. Questa forma mentis mi è poi tornata utile durante la quarantena, quando ognuno di noi si è trovato solo con se stesso ad affrontare un periodo particolarissimo del nostro presente.

Ma non solo: ho avuto la possibilità di stimolare la mia creatività e di implementare nuovi progetti e idee, rendendomi conto ancora una volta che il cambiamento e il miglioramento devono partire da me e non posso aspettare che vengano dall’esterno. Questo discorso vale per qualsiasi campo, e certamente mi ha aiutata anche nella gestione dei rapporti interpersonali e in come ho cambiato prospettiva nell’approcciarmi all’altro.
Ne hanno risentito positivamente la mia indipendenza e organizzazione personale, poiché ora mi sento pronta ad affacciarmi al mondo del lavoro non solo con delle competenze pratiche, ma con uno sguardo diverso sia verso gli altri sia nei confronti di me stessa.

Consiglierei quindi di partire per un’esperienza di volontariato europeo? Certamente. Prima di partire mi ripetevo spesso che, anche nel caso le cose si fossero messe male, ne sarei uscita con qualcosa in più, non in meno. E ne sono ancora profondamente convinta: da questi dodici mesi ho solo guadagnato tantissimo, e non solo non ho perso nulla, ma ho trovato una nuova forza che risiedeva dentro di me e aspettava solo il momento giusto per manifestarsi.

Con questo si conclude la mia esperienza a Nea Moudania e la scrittura di questo umile blog, voglio salutarvi con l’augurio di poter sperimentarvi a fondo come io ne ho avuta la possibilità grazie ai progetti ESC, e di ricordarvi sempre che esiste una soluzione per ogni problema, basta avere gli occhi per vederla.

Federica

L’Erasmus+ non è mai andato in quarantena

Carissimi, finalmente la quarantena è finita, anche in Grecia. Sono stati quaranta giorni pieni di emozioni altalenanti, tra la frustrazione di non poter uscire e la paura del contagio, la preoccupazione per i cari in Italia e il timore che la situazione potesse precipitare anche qui, in terra ellenica. Sembra tuttavia che si possa, con le dovute cautele e lentamente, tornare a questa nuova normalità a cui, in ogni caso, dovremo abituarci in ogni angolo della Terra, poiché il futuro rimane incerto e quello che abbiamo vissuto ci ha cambiati, e insieme a noi anche la percezione dell’altro e delle nostre abitudini consolidate. Dal canto mio, in quanto volontaria italiana all’estero, posso dire di aver ritrovato una nuova motivazione e forza nei confronti delle mie passioni e delle prospettive per il futuro, e sono grata di aver avuto l’occasione di averlo fatto da sola e di avere, tutto sommato, reso proficuo questo periodo particolarissimo che abbiamo dovuto fronteggiare.

Del tutto sola però non posso dire di esserlo stata: accanto a me (in senso figurato), infatti, ho sempre avuto la mia organizzazione d’invio, SE.M.I., i miei coordinatori greci di You in Europe e, con grande e positiva sorpresa, altri membri di un’associazione di Thessaloniki (United Societies of Balkans) insieme all’Agenzia Nazionale greca. Quest’ultime hanno per l’appunto organizzato degli incontri online insieme a tutti i volontari Erasmus+ presenti sul territorio nazionale in questo momento al fine di monitorare la situazione in quarantena, come e quanto i progetti di volontariato sono stati colpiti dalle misure di chiusura per il Covid-19 e quali sono i piani e le strategie per il futuro.
Ho trovato questo meeting molto utile, non solo per il fatto di aver potuto porre ai membri dell’Agenzia Nazionale delle domande dirette e di ricevere delle risposte concrete, ma anche perché confrontarsi con giovani che stanno vivendo la medesima situazione a solo qualche chilometro di distanza è in qualche modo di sollievo, dopo un lungo periodo senza contatti con l’esterno.

Credo che cercare nuovi mezzi per supportare i volontari in questo momento sia un modo concreto per trasmettere i valori del programma Erasmus+, il cui scopo principe è proprio mettere in contatto le persone e abbattere le barriere che ci separano e superare gli ostacoli posti dalle diverse lingue e culture all’interno dell’Europa e non solo. Per quanto non sia possibile cambiare la situazione attuale semplicemente con un incontro online, tuttavia ho reputato importante lo sforzo e l’azione concreta che questa organizzazione e l’Agenzia hanno impiegato per avvicinare, almeno virtualmente, noi volontari, e farci capire che ci sono delle persone che possono aiutarci in momenti di difficoltà.

Per concludere posso dire di essere fiera della scelta personale intrapresa ormai un anno fa di partire con un progetto sotto gli European Solidarity Corps e di rimanere convinta dei valori trasmessi da questo programma. Torneremo ad abbracciarci, non solo virtualmente.

A presto,

Federica

More Bridges, Less Walls

“More Bridges, Less Walls” è uno Youth Exchange nato dalla collaborazione tra due volontarie ESC al fine di promuovere i valori europei di solidarietà, comprensione e rispetto reciproci, consapevolezza di altre culture. Il progetto avrà il suo focus sul conflitto medio orientale e la crisi dei rifugiati che ne è conseguita nell’ultimo decennio, e su come questi processi migratori abbiano influenzato le scelte politiche di diversi paesi europei e come, allo stesso tempo, questi fenomeni ci coinvolgano in prima persona nonostante possano apparire dei problemi lontani da ciascuno di noi.

L’obiettivo e l’intento di questo progetto sono quelli di coinvolgere i giovani di cinque paesi europei (Italia, Grecia, Spagna, Slovacchia ed Estonia) e invitarli a riflettere su queste tematiche quanto mai attuali, per raggiungere un livello di consapevolezza maggiore sia sul tema specifico sia per quanto riguarda un senso di comunità e cittadinanza e rispetto che vadano al di là delle singole storie personali attraverso l’educazione non formale e attività specifiche e interattive come il teatro, il dibattito e incontri con esperti. Il luogo in cui lo Youth Exchange verrà implementato sarà Faenza, in Emilia Romagna, dal 20 al 28 settembre 2020.

I partecipanti dovranno essere cinque per ogni paese e avere un’età compresa tra i 18 e i 25 anni, e per inviare la richiesta di partecipazione dovranno compilare un form apposito, seguendo questo link:
https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLScxjeDIFjuLCI6x5rMhUz51aWm8jHOKAz-2OmnduPx1jIuCvw/viewform?usp=sf_link

Un infopack più completo con tutte le informazioni sul progetto verrà fornito molto presto, seguite le news sul sito di SE.M.I. e le pagine Facebook e Instagram dell’associazione per restare informati!

Distanziamento sociale… E geografico

Mi sono presa una pausa dalla scrittura durante l’ultimo periodo perché, inizialmente, sentivo di non avere grandi contributi da offrire a questa piccola comunità quale il blog di SE.M.I., se non altro perché le settimane appena trascorse non sono state caratterizzate da eventi degni di nota a livello personale, e data l’attuale situazione mondiale si potrebbe definire una grande fortuna. Senonché, con lo scorrere dei giorni, trasformatisi successivamente in lunghe settimane, stavo venendo costantemente bombardata da informazioni più o meno utili, ma comunque in quantità esorbitante. Mi sentivo sovrastare dagli eventi che, seppur ancora lontani da me, almeno da un punto di vista di percezione geografica, erano in realtà dietro l’angolo nella mia mente e nel mio cuore. Cosa si prova a vedere il proprio paese colpito, da un giorno all’altro, all’improvviso, da una pandemia? Come si sta a vivere all’estero, sapendo che i propri familiari e amici possono essere vittime del contagio se non altro per una questione di probabilità numerica? Di questo vorrei scrivere oggi, e condividere finalmente i miei pensieri e stati d’animo in quanto italiana in Grecia.

Come accennavo poco sopra, le informazioni e le notizie, i bollettini, i numeri, le foto, i post e le storie sui social hanno riempito le mie e credo le giornate di moltissime altre persone in questo periodo. Lungi da me quindi voler ricreare un quadro omogeneo della gravissima situazione che sta affliggendo oramai il mondo intero; il mio intento rimane quello di sempre, ovvero condividere le mie sensazioni in modo che, magari, chi stesse vivendo la medesima situazione e capitasse per caso su questo articolo, possa sentirsi meno solo nella drammaticità del momento.
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Le nostre attività come volontari hanno continuato normalmente fino al 10 marzo, momento in cui il governo greco ha annunciato la messa in atto delle prime misure per il contenimento del COVID-19 chiudendo le scuole e i centri ricreativi per bambini, le palestre e annullando ogni pubblico evento con un numero consistente di persone. Fino a quel momento nessuno di noi avrebbe osato immaginare come la situazione si sarebbe evoluta nel prossimo futuro, io in primis, che parlando con le persone rimaste in Italia sentivo la forte convinzione che tutto questo sarebbe presto stato solo un lontano ricordo. Per di più, sarei dovuta tornare a casa per qualche giorno verso fine mese, e lo stato del volo rimaneva confermato, dunque non vedevo ancora motivo di preoccupazione. Ma gli eventi sono precipitati alla velocità della luce, come ben tutti sappiamo. Il numero crescente dei contagi e dei morti uniti alle misure sempre più restrittive per il paese stavano davvero apportando dei cambiamenti nelle vite di tutte le persone a me care, che mi riportavano giorno per giorno come vi fosse un clima di ansia crescente e di paura, per non dire di panico, ma al contempo la consapevolezza che se ognuno avesse contribuito con la sua parte attenendosi alle nuove regole, forse anche l’Italia ce l’avrebbe presto fatta a salvarsi dalla catastrofe. I giorni passavano e il conto delle vittime non faceva che aumentare, nel frattempo il mio volo era stato cancellato: ecco che ora le conseguenze di quella che di lì a poco sarebbe stata definita pandemia iniziava a toccare da vicino anche me. Giorno dopo giorno sentivo ripetutamente i racconti, quasi tutti uguali, di amici e parenti costretti a casa, della ricerca di nuovi modi per trascorrere il tempo tra le mura domestiche, il lavoro agile (il primo ministro Conte l’ha definito così e chi sono io per usare il termine inglese) e il timore di contrarre il virus o di contagiare gli altri. Per non parlare del sistema sanitario sull’orlo del collasso, gli ospedali sovraffollati, le gravissime conseguenze economiche per tutto il paese e i lavoratori e cittadini. E io? Cosa potevo fare di fronte a tutto ciò? Che strumenti avevo in mio potere, dall’estero, per aiutare le persone che affidavano a me i loro racconti di vita quotidiana all’interno di una situazione surreale? Iniziavo a sentirmi completamente impotente, questa volta davvero distante. Iniziavo anche io ad essere preoccupata, e da questi sentimenti si generava una frustrazione sempre crescente. Un’azione concreta che ho messo in atto quasi sin da subito è stata quella di restare a casa il più possibile nonostante qui in Grecia le misure fossero ancora lievi, e non mi venisse davvero richiesto l’isolamento forzato. Tuttavia lo sentivo un modo per dare il mio contributo a distanza, rimanendo cauta evitando che anche la Grecia si trovi di fronte a una crisi terribile. È stato anche un sistema per prendere confidenza con questa nuova situazione, passando più di una settimana quasi senza uscire di casa, fino all’annuncio del 22 marzo dell’inizio della quarantena in tutta la Grecia e la necessità di documenti atti a giustificare ogni spostamento.
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Non nascondo di aver vissuto dei momenti di scoramento e preoccupazione, il desiderio di tornare a casa e riabbracciare la mia famiglia e i miei amici e la preoccupazione che persone a me vicine potessero ammalarsi. Ma poi il buon umore in qualche maniera torna a fare capolino, a dirci che se resistiamo insieme, anche a distanza, andrà tutto bene. Facciamo tutti del nostro meglio dunque, con l’augurio e la speranza che si torni alla normalità e che le distanze che ci separano siano davvero solo geografiche e non sociali.

Come sempre, a prestissimo

Federica

Another Week, Another Story

Ciao a tutti,

Sono Danai venuta da Grecia e come ogni settimana, sono qui anche questa Venerdì per raccontarvi le mie nuove esperienze!

And continuing in English, because it’s easier…

The truth is that this week I didn’t do a lot of new things. After my mini trip in Brussels, for which I talked in the previous blog of mine, I back in Faenza and back to work. I continue being poor, because I’m spending all my money to travels and aperitivos, but I’m having a good time regardless the money in my pockets.

I decided to talk to this blog about a new activity of mine -association activity- for which I didn’t talk enough, I think. So, after the Christmas vacation and when I finally came back to Faenza, my coordinator asked me if I want to do a new activity and of course I told yes! Before holidays I was pretty focused on writing a youth exchange and with International projects in general, but after finishing my work and send it to the National Agency, the thing that left me to do was to waiting for their answer -and that reacquires time-. In that moment, when they asked me to start something new, I ran fast to answer ”yes, yes and yes”.

My new activity takes place every Thursday from 14.30 o’clock until 19.30 and is something I was already familiar with, after-school. I’m doing some after-school also here in Faenza, every Wednesday and Friday, but after the new year, the organization started an after-school also in Brisighella. Brisighella is a small city near to Faenza- only 10 min away with the train- and is really beautiful. The after-school there has kids in the first classes of high school, which we help to study for the next day in school- and after them we have younger kids around 7 years old, with whom we do creative activities in English.

 

 

To continue we have to talk a little bit about my relationship with kids. Four years ago, I couldn’t even be in the same place with a little kid, I mean I couldn’t stand the screaming, the curiosity and the unstoppable urge of playing, I was tired even thinking about it. But the time passed, I grew up and I had to make some money. I have a degree as a teacher of the Italian language so it was easier to find a job as one. I started doing private lessons, to adults and after the kids came looking for me. Last year I rebuild my opinion about the small people, the kids. I did private lessons to some of them and I enjoyed it. Yes, I’m still tired every time after 1 or 2 hours with them, they are so active that they can take all your energy at once, but I’m having fun and I’m feeling useful.

 

 

Knowing all that, you can assume two things about me and about the new activity of mine. First, I enjoy it and second every Thursday I’m sleeping really early, because I’m so tired every time. In Brisighella’s after-school with the younger kids we are doing a so many creative and fun activities. Every Thursday we are planning new ones and we are focusing in the English language. We’ve done already the clothes, the body parts and the seasons. As you can easily guess the next should be carnival related.

And briefly I’m saying you goodbye, my lucky readers…

Soon you next week…

Danai, Greece

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Carnevale nel Mondo

We are official a step before Carnival and me, from the lovely Italy, I couldn’t be more excited to live this period in the country of one of the most famous Carnivals worldwide; Carnival of Venice.

Of course, except the famous Italian Carnival there are also a lot of particular and popular celebrations all over the world, that I hope I could visit some day. Let’s take a look to some of this places…

NEW ORLEANS- MARDI GRAS

One famous and particular celebration is the Mardi Gras of New Orleans. The parades and masquerade balls are organized by krewes, social clubs that date back hundreds of years in New Orleans. This carnival celebration is popular known as one of the most debauched celebrations in the traditionally Puritanical United States. This masquerade tradition is accompanied by another particular one, the King Cake, in the colors of justice (purple), faith (green), and power (gold). 

RIO DE JANEIRO- CARNIVAL OF RIO

Who doesn’t know the most famous Carnival of all? If think there is nobody that never heard of the Carnival of Rio De Janeiro. This celebration is full of colors, feathers, parades and samba dance for days and days. The first Carnival in Rio started in 1723, and today it is held to celebrate the gods and honor the the great waters. Over 200 samba schools, or communities who decide to attend Carnival together, parade the street with colorful floats, dancing, and decorations.

TRINIDAD- CARNIVAL OF TRINIDAD

And continuing with the famous carnivals all over the world, in the second place you can find the Port of Spain, Trinidad. After the Carnival of Rio is the second most colorful and popular one. Performers and dancers prepare their costume all year for the celebration, with giant feather headdresses and sequins. The main attraction is the music and dancing, with Soca music being traditionally featured, as well as music from cultures around the world, including Calypso, chutney, steelpan, claves, and drums. 

LONDON- A CARNIVAL IN AUGUST

It’s sounds a bit weird after all there exotic places that London -with all its seriousness- hosts a famous Carnival, too. London’s Caribbean Notting Hill hosts a carnival with influences of Jamaica, Trinidad and other West Indian Cultures, every August. Given that is rooted in Caribbean Traditions is also plenty with colors, dances and exotic music.

BELGIUM- BINCHE

Moving to the central Europe, you can find a really interesting carnival tradition in Belgium and in particular in the city of Ghent. Ghent is home  to one of the strangest carnival celebrations in the world, Binche. Only Ghent natives are allowed to dress in the whimsical masks, called Les Gilles during the Binche festival.

INDIA- GOA CARNIVAL

This festival is a MUST- meaning that I have to, I need to, go there once in my life-. Originated to Portugal, the Portuguese people brought their Catholic traditions and festivals to their colony of Goa, India, which has morphed into a spectacle that’s a fascinating blend of Hindu and Catholic customs. This Carnival is considered one of the most famous and beautiful in India and millions of people visit it every year.

That’s it for now, folks…

I hope you will enjoy your Carnival!

Danai, Greece

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Il ritorno a Faenza…

Ciao a tutti,

It’s me, Danai and as every Friday from now on I will be here giving you details about my ESC project and my life in Faenza. If you read and remember my last article, I was talking about January, my little first taste of 2020. We are only watching the previews and I am already tired, like really tired…

Brisighella

I spent my January between two countries, Italy and Greece, while studying and actually dying from boredom and of course travelling and changing zones of hour. After, the first difficult weeks, I returned, for good this time in Italy, but it is just for 2 weeks since I am flying to Brussels at the start of February -you will learn all about it with plenty of photos and a huge blog post.

In any case, since I came back to Italy, I am feeling really empty regarding my energy batteries. Living like a nomad for only a month made me realize that I am getting old. You can laugh as much as you want, but since my birthday -2 weeks ago- I am feeling a grown-ass woman of 25 years old, that I have to eat healthy, before 8.00 a.m and sleep a lot. This is a clear sign that I need some rest, it’s not logical for me to feel old.

Office, office, office

But guess what… my body might need some rest but my head is all about the outgoing side of life and is yelling at me all day YOLO (You Only Live Once). So as you can imagine, it’s been 6 days now that I am living again in Faenza and I was out the 5 of them.

First, when I returned I had to see some friends that I has been literally a whole year since the last time I saw them. We went to a sushi place in Faenza, which I love from the first glance. It’s an all you can eat place with 20.00 every person and you can literally take everything on the menu. In the start I though that the quality will be low, but nooooo, everything was delicious, really really tasty. I ate until I was ready to pass out on that little table, still full of food and I return home only to realize that since I returned in Italy I have to get use again the waking up at 8.00 o’ clock every morning. I got over in as a drunk a glass of water trying to digest all the food and went to sleep.

Sushi Life choose me…

Since that moment the 8.00 o’clock awaking became again a habit. And so on my days kept passing with coffees, aperitivos, pizzas and drinks that gave not only calories, but also a bigger need to sleep and relax alone, away from all; ”JUST GIVE ME A BIT OF SPACE” I was saying to myself while I was getting ready to go out again. Yes, I have to say that I am an irony with a pair of feet, really you have to stop taking me seriously.

The weekend came and my bed was waiting for me. Saturday free, Sunday free, what could it gone wrong? Yes, I forgot I am making plans without even thinking about it, without consciousness, without checking…

Long story sort, I spent the whole Saturday in the streets, the bars and the restaurants of Bologna. It will be unfair if I say that I didn’t had a good time, I love Bologna as a city and I had a really good time with plenty of friends this Saturday. The only black and bad thing is as usual Trenitalia with all the train delays… I had to wait almost an hour to the cold and melancholia station.

Aperitivo?
Yes, please…

‘TGIS” (Thank God Is Sunday) was my new moto before even start walking in Faenza after Bologna. And finally, I stopped. I stopped making plans, I stopped going out, I stopped changing 5 outfits per day and I had my Sunday to sleep, rest and chill on Netflix. I did nothing -except an aperitivo, but it was really close to my house, doesn’t count-. It was nice and relax, but to keep on grumble a little bit more, as I told you before the awaking at 8.00 o’clock has became a habit again, so even though was Sunday, I woke up around 8.30… but all good, really tutto bene!

Alla prossima,

Danai, Greece

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Prossima fermata… Atene!

Eccomi di nuovo, dalla Grecia con furore a raccontarvi la mia esperienza come volontaria ESC. Oggi voglio dedicare qualche riga al racconto del mio ultimo viaggio che ha visto come destinazione la capitale del paese.

Da qualche mese ormai sono in contatto con la volontaria greca che sta svolgendo il volontariato europeo in Italia presso la mia organizzazione d’invio, SE.M.I., con cui abbiamo iniziato e portato avanti una stretta collaborazione per la scrittura di un progetto di Youth Exchange che abbiamo presentato presso l’Agenzia Nazionale Italiana. Ma non solo: quello che doveva essere un semplice rapporto di lavoro e scrittura ha in realtà dato luogo a un’amicizia spontanea che mi auguro durerà a lungo nel tempo. Così, quando Danai (questo il nome della ragazza) mi ha fatto sapere che avrebbe dovuto recarsi in Grecia per sostenere degli esami all’università di Atene e che, se avessi voluto, avrebbe potuto ospitarmi a casa sua per trascorrere qualche giorno insieme e finalmente vederci di persona, non ci ho pensato due volte e sono corsa a comprare i biglietti per raggiungerla.
Nonostante il viaggio si prospettasse lungo, ero comunque entusiasta di poter trascorrere qualche giorno al di fuori della mia routine a Nea Moudania, e oltre a visitare la città insieme a Danai sapevo che avrei anche rivisto altri volontari e amici attualmente ad Atene. Mi sono quindi armata di tutti i possibili comfort per affrontare prima il viaggio da Nea Moudania a Thessaloniki, e successivamente 6 ore di autobus fino alla capitale, e una volta arrivata ho subito capito che ne era valsa la pena.

Danai mi ha recuperata in macchina alla stazione il giovedì e aveva già pensato al programma per la nostra prima serata insieme: abbuffarci di ogni ben di Dio che la cucina greca potesse offrire. Il tema del cibo ricorrerà più volte durante questo racconto, quindi mi scuso in anticipo se dovesse risultare noioso, ma a mio avviso, e vi assicuro anche secondo i greci, oltre ad essere una delizia per il palato è soprattutto uno dei migliori modi per stare in compagnia.
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Il giorno seguente Danai aveva preparato un itinerario che ci permettesse di toccare quasi tutti i punti salienti del centro, e al contempo goderci una bella passeggiata in modo rilassato. Per prima cosa abbiamo attraversato la collina di Filopappo, per raggiungere poi comodamente la zona dell’Acropoli e proseguire per i quartieri di Plaka e Monastiraki. Qui ci siamo concesse un giro di shopping nei principali negozi e una pausa caffé sedute a un tavolino all’aperto godendo del sole che quella giornata ci stava regalando. MI sentivo completamente rilassata e felice di scoprire che io e Danai non andavamo d’accordo solamente attraverso lo schermo di un computer!
Per pranzo – neanche a dirlo, un altro banchetto reale – ci siamo spostate nella zona di Psyrri per assaporare dell’ottimo pesce accompagnato da una birretta fresca.
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Rifocillate, abbiamo ripreso la nostra passeggiata e a ritroso siamo lentamente tornate alla macchina passando per un altro quartiere che ancora non avevo avuto l’occasione di vedere: Koukaki. Mi trovavo ad Atene da neanche 24 ore ma già mi sentivo a casa ed ero pienamente soddisfatta di come stava andando la giornata, ma le sorprese non erano ancora finite. Verso sera infatti ci siamo avventurate ad Exarhia, quartiere a nord della capitale e ritenuto il più rivoluzionario e anarchico della città; qui ho potuto ritrovare degli amici che non vedevo da ottobre, quando ci siamo incontrati per la prima volta all’on arrival training organizzato per tutti i volontari ESC. Abbiamo trascorso la serata chiacchierando e bevendo qualcosa tutti insieme, Danai compresa, la quale da tipica greca si era già integrata nel gruppo ancora prima di presentarsi a tutti. Queste sono le amicizie che mi piacciono!

Il nostro fine settimana insieme sembrava procedere a gonfie vele, e così è stato anche per il sabato quando siamo andate a visitare il centro culturale Stavros Niarchos, situato di fronte al porto del Pireo (quest’ultimo, così come moltissime città greche, era per me un luogo mitologico trovato solamente all’interno dei libri di storia del liceo quando si studiava la guerra del Peloponneso).
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Per pranzo poi abbiamo deciso di fermarci a mangiare lo street food più famoso in Grecia: pita gyros o souvlaki, a seconda delle zone. Questo piatto non è altro che pane pita, il pane rotondo e morbido, riempito con carne, patate, qualche verdura e salse come tzatziki, senape o yogurt. Una delizia! Il tempo era grigio, ma non volevo sprecare il mio ultimo pomeriggio poltrendo a letto, così quando Danai ha proposto un pisolino ho gentilmente declinato l’invito proseguendo alla scoperta della città da sola. Un’altra passeggiata all’acropoli fino a piazza Omonoia, durante la quale ho potuto godere della frenesia vitale tipica delle grandi città e di cui, devo ammetterlo, vado pazza!
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Dopo aver raggiunto nuovamente Danai a casa, abbiamo iniziato a prepararci per la serata, perché a mezzanotte sarebbe stato il suo compleanno! Per festeggiare ha quindi scelto un ristorante dove ci sarebbero stati molti suoi amici, due dei quali avrebbero suonato per intrattenere il pubblico. Poiché il mio livello di greco rasenta ancora il pavimento (o forse posso azzardarmi a dire il battiscopa, sarò indulgente con me stessa) non ho potuto interagire moltissimo con le persone conosciute durante la serata, ma tutti sono stati in ogni caso molto gentili e carini con me, specialmente Danai che cercava costantemente di fare da traduttrice simultanea alla povera sottoscritta. Anche questa serata è stata estremamente piacevole, barriera linguistica a parte, ed ero felice che Danai stesse festeggiando le prime ore del suo compleanno circondata dagli amici e dalle persone a lei care.

Poche ore dopo era già, ahimè, ora dei saluti, dal momento che per riuscire a raggiungere Nea Moudania prima che scendesse la notte sono stata costretta a lasciare Atene in mattinata. Posso dire che non sia difficile fare un bilancio di questo fine settimana ateniese, che è stato pieno di amici, cibo e chiacchiere. Sono salita sull’autobus con la gioia di quello che avevo appena vissuto, e con la consapevolezza che non fosse stata l’ultima volta che avrei visto Danai e la sua città.
Per concludere non mi resta che dire grazie alla mia nuova amica e al volontariato europeo, che permette di entrare in contatto con nuove splendide persone. Ta leme Athina!

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Il ritorno dopo Natale…

Ciao a tutti,

and a Happy New Year!!

I am back here to start the 2020 with a lot of energy, new experiences and food, of course. For the Christmas holidays I went back in Greece to see my family and my friends and enjoy some time in my home.

My feelings were mixed…

 

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Before even leaving from Faenza to start my trip back to Athens I was pretty sure that I didn’t want to return. I had to stay in Italy to see how is Christmas time for the Italians and have this experience, too. But, my tickets were already paid and I couldn’t chance my mind so easily -after all, I think I already told you that I don’t have that much money to spent…-.

So, I returned in Greece and I landed in Athens. After a long journey I was finally home, in my bed sleeping during the afternoon because I was really tired from the flight and the change of the environment. I woke up at the right time to start my first night out in Athens and meet my friends. And that is how everything started….

 

I spent a week in Athens going out every single night and having fun. Of course with a bit of sleep and a lot of food. I saw all my friends and we had so much fun that after a point I almost forgot that I live in Italy now. After this fun and exhausting at the same time week, I took the bus to visit my parents and surprise them. They had no idea that I am going to my hometown to see them, even though they were literally begging me to go I was always telling them that I don’t have the time. Their reaction was precious!

I spent New Years Eve with them in our small village, in which they have a small, beautiful and traditional coffee shop. It was exactly what I needed after the previous week. I relaxed near the fireplace, I drunk coffees and hot chocolates, I took long walks with my dogs and I ate a lot for an other time. I also helped them if it was needed.

 

 

After 4 days with them, I returned to Athens to start getting ready to come back here, in Italy, in the magical Faenza. But, I never expected that for another time I didn’t wanted to go away. I got comfortable in Greece, with all these people around me that I love and it was really hard to come back here. I had to sit and think about all the positive and negative things to realize for another time that the opportunity to be here is amazing and I don’t want to change a thing.

 

 

After all, I am going back in Greece soon…

Danai, Greece

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Brisighella sei bella!

Ciao carissimi lettori,

We are here to entertain you for another time! Well, let’s see want is going on this week. We don’t have a lot of changes, the everyday life goes on pretty smoothly and I am working in different things.

As you can easily understand in this point, I am usually talking about my weekends so I can describe better the life in Faenza. The weekends I am going out, I am travelling and actually enjoying some alone time.

Something like that happened this weekend, too. Friday night we had our traditional dinner with pizza and wine, as we do every Friday. Thankfully, we found a cheep pizza place and also we don’t have preferences in our wine, so we don’t spent a lot of money every time. The difference of the past Friday with the previous ones is that finally I convinced the others to go and dance a little bit. So we did! Faenza is small -fact that I am repeating in every blog- but it has things to do and places to go out and also has a place that you can go and dance until the morning. After some hours, at 4.00 o’clock in the morning we returned home with my Lithuanian and blond friend to sleep until the next evening -because is Saturday and I don’t care if I am waking up late.

Saturday wasn’t a lot fun and it was certainly chill. I had a breakfast with my roommate and then with chilled all day in the apartment watching Netflix and eating. It is not ”party hard” kind of weekend, but I was really needed to stay in my warm couch all day and do nothing. I love myself, I have to respect its needs.

Sunday on the other hand was pretty interesting. We planned a small visit to Brisighella, a picturesque, tiny city near by. We spent only 10 minutes in the train and we were there, somewhere between 21th Century and Medieval Times.

Brisighella has the tittle of the most beautiful small city in Italy and I can’t give them wrong. Within 5 minutes walk from the station we were in the city center, which was full of little shops and restaurants. It is easy to notice from the first minute in this city the beautiful towers around its hills. Using the stairs we got to one of them and after 10 minutes we got to the highest point. The view from up there is certainly breathtaking and combined with the warm and nude colors of Autumn it was one of the best things I saw lately.

After a small walk upon the hills and enjoying the view, we decided to take a break and something traditional. As you may know one of the traditional dishes of Emilia Romagna is the ”piadina”. It is a kind of wrap, but a different one depending the area, stuffed with whatever you want. It is delicious, I love it, I ate it in 5 minutes.

So, that was it for today, I don’t have anything else to describe you.

Until the next time, have fun and eat italian food..

Danai, Greece

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