Viaggiare, dormire, forse sognare

Cari lettori di questo umile blog, torno a cercare di offrirvi uno spaccato della vita in Grecia, anche se in questo periodo le mie giornate, sono certa, assomigliano a quelle di altri milioni di persone, e non credo ci sia nulla di notevole da riportare all’interno della mia routine che, come ho forse accennato precedentemente, ho costruito attorno ad attività più o meno dinamiche che vanno dagli allenamenti casalinghi agli esperimenti culinari, dai film agli audio libri ai corsi online e dalla scrittura di articoli come questo alla registrazione di podcast e scrittura di progetti europei (attività legate al mio volontariato e che sto portando avanti a distanza con SE.M.I.). Ad essere sincera le giornate stanno passando molto velocemente da quando è iniziato il lockdown, ma nonostante stia sfruttando questo particolare periodo per dedicarmi a tanti passatempi diversi, ça va sans dire che come tutti mi auguro che tutto possa tornare presto alla normalità.

La lista delle cose che mi mancano in questo presente è molto lunga, ma ce ne sono alcune la cui assenza mi pesa più di altre. Si parte da quelle piccole, come prendere un caffè al tavolino di un bar, organizzare una cena tra amici, andare a una festa, abbracciarsi. Ma senza dubbio al primo posto si classifica l’impossibilità di viaggiare, muoversi nello spazio e vedere luoghi nuovi, o anche semplicemente tornare in quelli familiari. Il viaggio per me non è solamente un’esperienza fisica, di spostamento, lo considero piuttosto come uno stato mentale, un’attitudine alle cose, l’essere curiosa e avere voglia di provare, esplorare, scoprire, mettermi alla prova. Un viaggio parte sempre da un atto pratico: prenotare il biglietto, preparare la valigia, prendere l’autobus per l’aeroporto. Ma dopo che queste azioni meccaniche si sono concluse, nel momento in cui si arriva a destinazione, è lì che la parte interiore comincia a mettersi in cammino per andare più lontano, è quello il momento in cui gli occhi si spalancano, l’udito si affina, in cui tutti i sensi hanno finalmente la possibilità di liberarsi e si può respirare appieno l’aria di una nuova città e si inizia davvero a rendersi conto del processo di spostamento che si è appena compiuto.
Mantenere questo atteggiamento verso ogni esperienza quotidiana, anche la più banale, si traduce per me nell’aver sempre voglia di fare passeggiate, di prendere un treno e visitare il paesino accanto al mio durante il weekend, di vedere un film appena uscito al cinema, di continuare sempre ad imparare cose nuove, in una frase direi un naturale opporsi ad una routine predefinita e sempre uguale a se stessa.

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E per l’appunto la scorsa settimana, in occasione delle vacanze pasquali, avevo in calendario un viaggio verso la Turchia, per visitare Istanbul e le sue moschee, per vedere il Bosforo con i miei occhi. Dopo aver appreso che tutto ciò sarebbe rimasto solamente un sogno, una delusione cocente mi ha colpita, per quanto comprendessi perfettamente le cause, ma dalla premessa a questo paragrafo si può facilmente intuire come io senta il viaggio come un bisogno e che anche solo il pensiero mi porti felicità come poche altre cose. Da quell’istante hanno iniziato a salire a galla i ricordi dei viaggi passati, recenti e lontani, e la consapevolezza di quanto sia stata finora fortunata a poterli intraprendere tutti, dal primo all’ultimo. Questa presa di coscienza ha mitigato lievemente la tristezza che la presente rinuncia portava con sé, sempre accanto alla speranza di poter ricominciare a viaggiare presto, con ogni mezzo. Al momento l’unico che mi è rimasto a disposizione è con la mente, e tanto mi basta. Forse.

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Senza lasciarsi andare a sentimentalismi auguro sempre a chi è arrivato alla fine di questo articolo di trovarsi in ottima salute e vi lascio con la speranza di salire presto su un autobus, treno, aereo e continuare a scoprire il mondo per com’è: sempre nuovo.

A prestissimo,

Federica

Non tutti i training escono col buco…

Eccomi di nuovo per far sentire la mia voce dall’altra parte del mare raccontandovi storie sulla mia vita come volontaria in Grecia. Quest’oggi ho deciso di condividere con voi la mia ultima esperienza durante il mid term training, ovvero quattro giorni spesi con altri volontari al fine di tirare le somme ognuno sul proprio progetto e la propria esperienza, confrontarsi con persone che stanno vivendo la stessa situazione e cercare delle soluzioni o la motivazione giusta per concludere al meglio quest’anno di volontariato europeo. O almeno così doveva essere in teoria.

La città d’incontro designata era Xanthi, situata a nord est del paese e vicinissima al confine con la Turchia. Inizialmente non avevo grandi aspettative rispetto a questo training, ma essendo di indole curiosa ero ad ogni modo entusiasta del fatto di poter allontanarmi per qualche giorno dalla mia routine e visitare un luogo nuovo dove non ero mai stata. La cittadina effettivamente si è rivelata molto gradevole, non troppo grande ma piena comunque di giovani, locali e una grande piazza dove si sono tenuti i festeggiamenti per il carnevale proprio nei giorni che ho speso lì. La prima sera, una volta riuniti tutti insieme con il trainer che avrebbe tenuto le attività per i giorni seguenti, dopo un brevissimo gioco per iniziare a conoscerci era già ora di cena, e così abbiamo goduto di un po’ di relax proseguendo la serata in centro e unendoci ad alcune feste volte a celebrare il Tsiknopempth, ovvero il giovedì del carnevale in cui è usanza grigliare carne, bere in compagnia e danzare mascherati. Nonostante fossimo rientrati in albergo quasi all’alba ero comunque motivata e curiosa per la mattinata che ci aspettava, speranzosa che avremmo davvero iniziato ad approfondire i temi legati al volontariato europeo e che avremmo avuto la possibilità di legare come gruppo insieme al nostro trainer.

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Le mie speranze però hanno iniziato a scemare quando ho appreso che l’unica attività della mattina sarebbe consistita nel dividerci in gruppi e fare un tour della città scattando delle foto ai monumenti più importanti e cercare di chiacchierare con gli abitanti del posto. Nella mia testa suonava più come attività conclusiva, ma tant’è… Il mio stupore non ha fatto che crescere quando, ritrovatici nuovamente per discutere delle nostre impressioni su Xanthi e mostrare le foto scattate, il tempo scorreva senza che si accennasse a cambiare attività o a iniziare ad entrare nell’argomento ESC. Va bene che si trattava del primo vero e proprio giorno di training, ma avevamo a disposizione solamente quattro giorni, non mesi!
Al termine del pomeriggio speso quindi a guardare le foto scattate da tutti i volontari (ridete pure ma purtroppo è la verità), ci siamo appropinquati al tavolo del buffet per la cena, almeno il cibo è sempre una buona consolazione. La serata in seguito è stata piacevole come la precedente, e di nuovo con due o tre ore di sonno in corpo eravamo (circa) pronti per vedere cosa ci avrebbe atteso durante il secondo giorno.

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Finalmente sembrava che si iniziasse a prospettare una giornata più proficua di quella precedente, ma evidentemente mi sbagliavo: abbiamo assistito a quella che credo sia stata la presentazione più noiosa e non ho timore di definire inutile della mia vita su quali saranno le prospettive future dopo il termine del volontariato; a tenere il discorso è stata una signora che aspira a diventare trainer e che per il momento accompagna i volontari durante questi progetti e sostiene il lavoro di quelli che trainer lo sono già. La cosa che mi ha lasciata più attonita è stata la lentezza e la poca spigliatezza di questa donna; io sicuramente non posso definirmi un’esperta, ma un formatore dovrebbe far ritrovare l’energia e la voglia di lavorare, non il contrario!

A seguito di quelle due ore che sono parse interminabili ci siamo risvegliati dal torpore con un gioco sul lavoro di squadra e successivamente abbiamo valutato entrambe le attività. Quello che proprio non mi tornava era come fosse possibile che non avessimo ancora discusso o menzionato il lavoro nelle nostre organizzazioni, le debolezze e le difficoltà, come trovare soluzioni a un problema. Arrivata alla fine del secondo giorno però ho deciso di rassegnarmi al fatto che questi formatori erano sicuramente delle belle persone, ma probabilmente non competenti come gli sarebbe stato richiesto.

Lungi da me annoiarvi ancora su ogni attività che (non) è stata svolta, vi basti sapere, nel complesso, che non ho trovato quei giorni spesi a Xanthi per niente utili, se non fosse per alcuni volontari conosciuti e con cui abbiamo sicuramente passato dei bei momenti e delle belle serate in compagnia a divertirci. Dal mio punto di vista, tuttavia, il senso di questi training dovrebbe proprio essere quello di aiutare i volontari a trovare soluzioni o condividere la propria esperienza in un ambiente neutro, lontano dai propri coordinatori o dal proprio ambiente in cui, a volte, potrebbero sentirsi giudicati. Il massimo che ho potuto fare è stato riportare le mie impressioni nel questionario valutativo, e mi auguro per il futuro che in qualche modo vi possano essere dei miglioramenti sulla qualità di queste attività, peraltro obbligatorie.

Sento a questo punto di dovere delle scuse ai temerari che sono arrivati fin qui con la lettura, ma mi auguro che questa testimonianza possa risultare utile a chi magari ha vissuto la stessa esperienza in un altro paese e che possa sentirsi meno solo.
Mi farò sentire presto con, spero, qualche storia più avvincente e positiva. Per ora, da Nea Moudania, è tutto!

Federica

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Un tuffo in Medio Oriente

Carissimi, eccomi qui di nuovo per continuare a raccontarvi cosa succede nella penisola Calcidica… e un po’ più in là. Dopo aver condiviso con voi il mio viaggio verso Atene, mi sono subito lanciata verso nuovi orizzonti concedendomi quattro giorni alla scoperta di un meraviglioso paese in cui non ero mai stata insieme ad una mia cara amica e compagna di avventure conosciuta durante il programma Erasmus per studio.
Il paese di cui vi parlerò oggi è la Giordania, oasi di stabilità all’interno di una regione afflitta da scontri e conflitti.

Forse non tutti sanno che (Settimana Enigmistica docet) sono laureata in lingue ed economie dell’Asia e dell’Africa mediterranea, e che ho dedicato gli anni dell’università allo studio della lingua araba. Ho viaggiato in paesi arabi per studiare e lavorare per brevi periodi, e ogni volta che ne ho la possibilità cerco di allungare la lista di quelli visitati. Nessuna sorpresa quindi quando, nel vedere i prezzi stracciati dei voli per Amman, mi sono fiondata a prenotarli e a pianificare il viaggio nei minimi dettagli. Chiara, la mia amica, ha prontamente deciso di accompagnarmi in questa avventura che, seppur breve, è stata magnifica.

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Dopo esserci incontrate all’aeroporto di Salonicco, io e Chiara siamo quindi partite alla volta di Amman, dove abbiamo ricevuto un’accoglienza impeccabile da parte del proprietario dell’appartamento che avevamo affittato per i giorni che avremmo trascorso lì. Durante la prima sera infatti abbiamo assaporato dei falafel deliziosi e ci siamo poi rilassate con una limonata alla menta in uno dei locali del centro della città. Eravamo quindi pronte per partire alla scoperta della capitale giordana il giorno dopo, che abbiamo infatti dedicato interamente alla visita di tutti i siti archeologici più importanti.

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Anfiteatro romano di Amman
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Palazzo degli Omayyadi

Amman è costruita su sette colli, esattamente come Roma, conformazione che costringe i pedoni ad armarsi di buona volontà e fiato per spostarsi da una parte all’altra e soprattutto da una cima all’altra del centro. Purtroppo non siamo state molto fortunate con il meteo durante la nostra prima giornata in Giordania, avendo infatti trovato vento e un po’ di pioggia. Per rifocillarci e riposare per qualche istante le gambe stanche abbiamo deciso di assaggiare il dolce più tipico della zona, knafe, a base di formaggio fuso, pasta fillo, acqua e zucchero con una manciata di pistacchi sopra. Provare per credere di che squisitezza sto parlando!
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Conclusa la prima giornata di esplorazione e raggiunto nuovamente l’airbnb, abbiamo iniziato a prepararci per il giorno seguente, in cui avremmo raggiunto l’antichissima città Nabatea patrimonio dell’Unesco: Petra. La sveglia è suonata alle cinque, e il canto del muezzin ci ha fatto compagnia nel tragitto fino alla stazione degli autobus. Con l’aiuto di un caffè arabo e pane con za’atar (mistura di spezie composta da origano, timo, sesamo e sale) siamo poi riuscite a prendere posto sull’autobus che ci avrebbe portate a destinazione. Quattro ore di strada più tardi, non potevamo credere a quello che stavamo vivendo: ci siamo ritrovate immerse nella bellezza del siq, la gola che è necessario attraversare per arrivare al Tesoro di Petra. Il sole quella mattina ha deciso di farci compagnia, regalandoci il clima perfetto per trascorrere una giornata all’aperto e tra le alture nabatee.
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Il siq
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Il Tesoro
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Altura del Sacrificio

Stanche morte, ma con gli occhi e il cuore pieni di bellezza, verso metà pomeriggio siamo state costrette a ripartire per tornare ad Amman, a causa delle lunghe ore di viaggio e perché non avevamo più tempo a disposizione per rimanere in quella valle incantata. Ma purtroppo si sa: tutte le cose belle devono finire.
Ci restavano ancora una serata e una mattina ad Amman, e quale modo migliore di trascorrere il tempo se non mangiando? Per cena abbiamo scelto un ristorante piccolissimo, quasi da sembrare un salotto di una casa, dove ci hanno coccolate con i migliori piatti tipici del Medio Oriente; il giorno seguente invece abbiamo scelto di salutare la Giordania addentando l’ultimo falafel, polpette che per me costituiscono una vera droga. Un ultimo giro per i negozi del centro ed era ahimè tempo di fare le valigie e salutare quel paese stupendo che avevamo appena iniziato a scoprire.
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Ultima colazione

Questo piccolo viaggio mi ha fatto capire quanto la Giordania sia un paese tutto da scoprire, e quanto l’accoglienza ricevuta e la gentilezza trovata mi abbiano lasciato una certezza: ci rivedremo presto!

Federica

Destinazioni Ideali per il 2020

Ciao a tutti per ancora una volta,

and continuing with English as usual. So, I am Danai from Greece currently based in Faenza, doing my EVS and trying to figure out what life is going to bring me this new year. I ran out of themes to write -usually I am writing about my life and my experiences, but these past weeks I haven’t done something new and exciting- and I decided to write where I will go this year and where I am hoping to go.

 

Belgium, Brussels

My first trip for 2020 will be in Belgium and it will be soon. I am planing to go to Brussels this weekend, from Saturday 8th of February until Monday 10th of February. It is actually not ideal. One month ago I was searching a cheap destination to go with a friend that comes to visit me. At first, we wanted to go to Paris, but the tickets for a weekend were really expensive. After, we said to go to Berlin, but again the tickets were expensive and my EVS pocket money can’t afford them. Third option was London, but my friend had already been there and she wanted something new. So finally, we decided to go to Brussels. Everybody was like ”What there is to see in Brussels?” or ”It is not worth it!” but it doesn’t bother me. I’m going on a trip, I’m in trip mode and after all we have always to believe in the mainstream motto ”It doesn’t matter the destination, but the trip”. I’m 100% ready to survive with waffles and french fries for 2 days and to see all the nice places there.

 

Spain, Malaga & Granada

OK, this is most certainly ideal! I’m pretty sure that I talked to you a lot about the pros and the cons of my ESC experience and in general of this European opportunity for young people. So, my organization except of writing European mobility projects and a lot of other activities, is accompanying schools to trips abroad. In this way, I’m going in Malaga and Granada this March. My role there isn’t going to be responsible for the kids of course, but to help the teachers to communicate – the majority of them aren’t speaking in English-. From the first announcement of this trip I was absolutely excited and I’m looking forward to visit the beautiful Andalusia for another time. I was there a year ago, in Cordoba and Seville, but I didn’t have the time to visit Malaga and Granada. I really can’t wait!

 

Germany, Berlin

Another ideal destination is Berlin. I always wanted to travel in Berlin, is a capital full of history, so beautiful and with one of the most famous and amazing nightlife. I remember that the first time I started think about a travel to Germany was 3 years ago when I did my first visit to Prague. I said at that point with my friends that we have to go, but as usual we never did. This year I decided to visit Berlin even without my friends. I am planing to use a weekend in this summer to move a little bit northern and visit this beautiful capital.

 

Italy, Cinque Terre

And I’m moving back to the country that I am currently living. I surely want to visit the whole Europe, but also as long I’m staying in Italy, I will try to go to as many places as I can. Cinque Terre, is a part of Liguria and it’s one of the most popular summer destinations not only in Italy, but for the whole Europe. The colorful small houses up on the hills and the breathtaking sea view from above it makes this place irresistible. I am planing to do there at the end of April or early May and I’m hoping that the touristic period will start after this months, so I can find some peace and quiet in this wonderful environment.

 

Portugal, Lisbon

This is a destination that I MUST visit this year. I planned a trip two years ago, but it got canceled and until this day I’ m frustrated for that. This year, I hope the things will be better and I will have the chance to travel to Lisbon. I’ m dreaming to move around to this full of colors capital and use the most beautiful tram of the whole Europe to transfer. I also have a friend that lives in Galicia -an autonomous country of Spain, near to Portugal- and we can make this trip together.

That’s it for now, folks… I don’t want to continue writing destinations because: 1) I don’t have that much money to move around Italy and Europe and 2) if I start I will never stop -don’t even let me started with my ideal destinations in Asia-.

Until the next time…

Danai, Greece

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Il ritorno a Faenza…

Ciao a tutti,

It’s me, Danai and as every Friday from now on I will be here giving you details about my ESC project and my life in Faenza. If you read and remember my last article, I was talking about January, my little first taste of 2020. We are only watching the previews and I am already tired, like really tired…

Brisighella

I spent my January between two countries, Italy and Greece, while studying and actually dying from boredom and of course travelling and changing zones of hour. After, the first difficult weeks, I returned, for good this time in Italy, but it is just for 2 weeks since I am flying to Brussels at the start of February -you will learn all about it with plenty of photos and a huge blog post.

In any case, since I came back to Italy, I am feeling really empty regarding my energy batteries. Living like a nomad for only a month made me realize that I am getting old. You can laugh as much as you want, but since my birthday -2 weeks ago- I am feeling a grown-ass woman of 25 years old, that I have to eat healthy, before 8.00 a.m and sleep a lot. This is a clear sign that I need some rest, it’s not logical for me to feel old.

Office, office, office

But guess what… my body might need some rest but my head is all about the outgoing side of life and is yelling at me all day YOLO (You Only Live Once). So as you can imagine, it’s been 6 days now that I am living again in Faenza and I was out the 5 of them.

First, when I returned I had to see some friends that I has been literally a whole year since the last time I saw them. We went to a sushi place in Faenza, which I love from the first glance. It’s an all you can eat place with 20.00 every person and you can literally take everything on the menu. In the start I though that the quality will be low, but nooooo, everything was delicious, really really tasty. I ate until I was ready to pass out on that little table, still full of food and I return home only to realize that since I returned in Italy I have to get use again the waking up at 8.00 o’ clock every morning. I got over in as a drunk a glass of water trying to digest all the food and went to sleep.

Sushi Life choose me…

Since that moment the 8.00 o’clock awaking became again a habit. And so on my days kept passing with coffees, aperitivos, pizzas and drinks that gave not only calories, but also a bigger need to sleep and relax alone, away from all; ”JUST GIVE ME A BIT OF SPACE” I was saying to myself while I was getting ready to go out again. Yes, I have to say that I am an irony with a pair of feet, really you have to stop taking me seriously.

The weekend came and my bed was waiting for me. Saturday free, Sunday free, what could it gone wrong? Yes, I forgot I am making plans without even thinking about it, without consciousness, without checking…

Long story sort, I spent the whole Saturday in the streets, the bars and the restaurants of Bologna. It will be unfair if I say that I didn’t had a good time, I love Bologna as a city and I had a really good time with plenty of friends this Saturday. The only black and bad thing is as usual Trenitalia with all the train delays… I had to wait almost an hour to the cold and melancholia station.

Aperitivo?
Yes, please…

‘TGIS” (Thank God Is Sunday) was my new moto before even start walking in Faenza after Bologna. And finally, I stopped. I stopped making plans, I stopped going out, I stopped changing 5 outfits per day and I had my Sunday to sleep, rest and chill on Netflix. I did nothing -except an aperitivo, but it was really close to my house, doesn’t count-. It was nice and relax, but to keep on grumble a little bit more, as I told you before the awaking at 8.00 o’clock has became a habit again, so even though was Sunday, I woke up around 8.30… but all good, really tutto bene!

Alla prossima,

Danai, Greece

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Prossima fermata… Atene!

Eccomi di nuovo, dalla Grecia con furore a raccontarvi la mia esperienza come volontaria ESC. Oggi voglio dedicare qualche riga al racconto del mio ultimo viaggio che ha visto come destinazione la capitale del paese.

Da qualche mese ormai sono in contatto con la volontaria greca che sta svolgendo il volontariato europeo in Italia presso la mia organizzazione d’invio, SE.M.I., con cui abbiamo iniziato e portato avanti una stretta collaborazione per la scrittura di un progetto di Youth Exchange che abbiamo presentato presso l’Agenzia Nazionale Italiana. Ma non solo: quello che doveva essere un semplice rapporto di lavoro e scrittura ha in realtà dato luogo a un’amicizia spontanea che mi auguro durerà a lungo nel tempo. Così, quando Danai (questo il nome della ragazza) mi ha fatto sapere che avrebbe dovuto recarsi in Grecia per sostenere degli esami all’università di Atene e che, se avessi voluto, avrebbe potuto ospitarmi a casa sua per trascorrere qualche giorno insieme e finalmente vederci di persona, non ci ho pensato due volte e sono corsa a comprare i biglietti per raggiungerla.
Nonostante il viaggio si prospettasse lungo, ero comunque entusiasta di poter trascorrere qualche giorno al di fuori della mia routine a Nea Moudania, e oltre a visitare la città insieme a Danai sapevo che avrei anche rivisto altri volontari e amici attualmente ad Atene. Mi sono quindi armata di tutti i possibili comfort per affrontare prima il viaggio da Nea Moudania a Thessaloniki, e successivamente 6 ore di autobus fino alla capitale, e una volta arrivata ho subito capito che ne era valsa la pena.

Danai mi ha recuperata in macchina alla stazione il giovedì e aveva già pensato al programma per la nostra prima serata insieme: abbuffarci di ogni ben di Dio che la cucina greca potesse offrire. Il tema del cibo ricorrerà più volte durante questo racconto, quindi mi scuso in anticipo se dovesse risultare noioso, ma a mio avviso, e vi assicuro anche secondo i greci, oltre ad essere una delizia per il palato è soprattutto uno dei migliori modi per stare in compagnia.
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Il giorno seguente Danai aveva preparato un itinerario che ci permettesse di toccare quasi tutti i punti salienti del centro, e al contempo goderci una bella passeggiata in modo rilassato. Per prima cosa abbiamo attraversato la collina di Filopappo, per raggiungere poi comodamente la zona dell’Acropoli e proseguire per i quartieri di Plaka e Monastiraki. Qui ci siamo concesse un giro di shopping nei principali negozi e una pausa caffé sedute a un tavolino all’aperto godendo del sole che quella giornata ci stava regalando. MI sentivo completamente rilassata e felice di scoprire che io e Danai non andavamo d’accordo solamente attraverso lo schermo di un computer!
Per pranzo – neanche a dirlo, un altro banchetto reale – ci siamo spostate nella zona di Psyrri per assaporare dell’ottimo pesce accompagnato da una birretta fresca.
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Rifocillate, abbiamo ripreso la nostra passeggiata e a ritroso siamo lentamente tornate alla macchina passando per un altro quartiere che ancora non avevo avuto l’occasione di vedere: Koukaki. Mi trovavo ad Atene da neanche 24 ore ma già mi sentivo a casa ed ero pienamente soddisfatta di come stava andando la giornata, ma le sorprese non erano ancora finite. Verso sera infatti ci siamo avventurate ad Exarhia, quartiere a nord della capitale e ritenuto il più rivoluzionario e anarchico della città; qui ho potuto ritrovare degli amici che non vedevo da ottobre, quando ci siamo incontrati per la prima volta all’on arrival training organizzato per tutti i volontari ESC. Abbiamo trascorso la serata chiacchierando e bevendo qualcosa tutti insieme, Danai compresa, la quale da tipica greca si era già integrata nel gruppo ancora prima di presentarsi a tutti. Queste sono le amicizie che mi piacciono!

Il nostro fine settimana insieme sembrava procedere a gonfie vele, e così è stato anche per il sabato quando siamo andate a visitare il centro culturale Stavros Niarchos, situato di fronte al porto del Pireo (quest’ultimo, così come moltissime città greche, era per me un luogo mitologico trovato solamente all’interno dei libri di storia del liceo quando si studiava la guerra del Peloponneso).
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Per pranzo poi abbiamo deciso di fermarci a mangiare lo street food più famoso in Grecia: pita gyros o souvlaki, a seconda delle zone. Questo piatto non è altro che pane pita, il pane rotondo e morbido, riempito con carne, patate, qualche verdura e salse come tzatziki, senape o yogurt. Una delizia! Il tempo era grigio, ma non volevo sprecare il mio ultimo pomeriggio poltrendo a letto, così quando Danai ha proposto un pisolino ho gentilmente declinato l’invito proseguendo alla scoperta della città da sola. Un’altra passeggiata all’acropoli fino a piazza Omonoia, durante la quale ho potuto godere della frenesia vitale tipica delle grandi città e di cui, devo ammetterlo, vado pazza!
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Dopo aver raggiunto nuovamente Danai a casa, abbiamo iniziato a prepararci per la serata, perché a mezzanotte sarebbe stato il suo compleanno! Per festeggiare ha quindi scelto un ristorante dove ci sarebbero stati molti suoi amici, due dei quali avrebbero suonato per intrattenere il pubblico. Poiché il mio livello di greco rasenta ancora il pavimento (o forse posso azzardarmi a dire il battiscopa, sarò indulgente con me stessa) non ho potuto interagire moltissimo con le persone conosciute durante la serata, ma tutti sono stati in ogni caso molto gentili e carini con me, specialmente Danai che cercava costantemente di fare da traduttrice simultanea alla povera sottoscritta. Anche questa serata è stata estremamente piacevole, barriera linguistica a parte, ed ero felice che Danai stesse festeggiando le prime ore del suo compleanno circondata dagli amici e dalle persone a lei care.

Poche ore dopo era già, ahimè, ora dei saluti, dal momento che per riuscire a raggiungere Nea Moudania prima che scendesse la notte sono stata costretta a lasciare Atene in mattinata. Posso dire che non sia difficile fare un bilancio di questo fine settimana ateniese, che è stato pieno di amici, cibo e chiacchiere. Sono salita sull’autobus con la gioia di quello che avevo appena vissuto, e con la consapevolezza che non fosse stata l’ultima volta che avrei visto Danai e la sua città.
Per concludere non mi resta che dire grazie alla mia nuova amica e al volontariato europeo, che permette di entrare in contatto con nuove splendide persone. Ta leme Athina!

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Appuntamenti Internazionali… Sempre vanno la pena!

Ciao a tutti per ancora una volta,

Sono io, Danai, la volontaria greca a Faenza. I hope you didn’t forgot about me…

So for another time I am here to tell you everything about my life in Italy, my EVS experience and all the interesting things that happened through this week.

Unfortunately, this past weeks I couldn’t live in Faenza, I had to go back in Greece and write some remaining university exams, that I’ m really hoping to pass and GRADUATE THIS YEAR. All this situation with back and forward travels between Greece and Italy made me really tired and combining the study that I had to do, I can truly say that after a while I was begging to return to my everyday life in Faenza and be in a chill mood for a while without having so many things to do.

Stavros Niarxos Foundation, Athens, Greece

Except all these difficulties and all the studying, I had a great time in Greece, because a friend of mine came to visit me in Athens. But to talk to you about this I have to do first a small introduction.

As everybody knows at this point the ESC or EVS or SVE -the same thing, three different ways to tell it- is an incredible opportunity that helps you in many ways. Regarding the flexibility of work hours and environment, the chance to live abroad and the experience to learn a lot of new things, I believe that I already talked to you for some of these. One of the most important and interesting things that this SVE experience is giving you is a lot of new friends from all over Europe and in this way you can have the best intercultural experience and of course expand your multicultural view.

From the previous paragraph is easy to understand that I made a really good friend this year, thanks to ESC project that I am being a part. My friend is called Federica and she does the same project with me, but in Greece. She lives in the northern part of my country, near to my hometown and she working with another organization based in Greece. To explain you, to do a program like this you have to have a sending organization and a hosting organization. In the case of Federica and me we are sharing organizations, in sense that my sending organization is her hosting and my hosting (SE.M.I association) is her sending.

Long story sort, in some point near October we started working together for a project and also doing some language exchange classes via Skype, so I can help her communicate in Greek and she could help me improve my Italians. From this cooperation with ended up good friends but we never saw each other until now…

When I realized that I would be in Greece for two weeks this January and also inside this time I would have my birthday, I invited Federica to come and visit me in Athens. And so she did…

She came in Athens Thursday afternoon and she returned Sunday morning. It was four amazing days. I tried my best to make her see all the sights of Athens and all the cultural things. We did a long walk in the center of the city, visiting Thisio, Plaka, Monastiraki, Sintagma e Psuri -the heart of the city-.

We also eat a lot, like a lot! I wanted her to try some traditional Greek plates and we ended up eating ‘till we were dead and couldn’t move -especially the first day-. But except the things that we did in the city, we got to know each other better. Making new friends is always a thing that I enjoy and through this project I am really happy that I met a bounce of new and interesting people from all over the world. Through others you also have the chance to see yourself and your behavior and accept or change things. You can evaluate and challenge yourself. One thing is moving to a whole new country but maybe the most important thing of all is to make a social life there, without knowing anyone, between strangers, you have to find your place and make your circle. It’s difficult, it’s challenging but also it’s a huge opportunity for self improvement.

Until the next week,

Danai, Greece

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Natale con i tuoi, sempre e comunque!

Ciao a tutti, di nuovo, dalla Grecia! Con il nuovo anno ricomincio anche a scrivere dopo la pausa per le vacanze di Natale, delle quali ho approfittato per tornarmene un po’ a casa, nel Nord Italia. Vorrei quindi raccontarvi le mie avventure durante le due settimane trascorse tra cibi e tradizioni che per la maggior parte dei lettori italiani potrebbero risultare solo un elenco di cose normalissime e banali, ma che invece per qualsiasi altro connazionale risiedente all’estero potrebbero diventare oggetto di nostalgia e brama, o almeno così succede a me: quando vivo all’estero iniziano a mancarmi le piccole cose dell’Italia che, quando invece mi trovo a casa, trovo a tratti scontate o noiose. Iniziamo quindi.

Sono partita il 23 dicembre da Salonicco, in modo da arrivare in tempo per godermi appieno l’atmosfera natalizia e i festeggiamenti per la vigilia. Ad accogliermi, una volta arrivata a Padova, ho subito trovato abeti decorati e lucine appese per tutta la città. Quando ho finalmente raggiunto casa, in un piccolo paese dell’Alta Padovana, la prima cosa che ho desiderato è stata, ovviamente, la pizza! Noncurante dei pranzi e delle cene luculliane che mi aspettavano per i giorni a venire, mi sono quindi fiondata sul piatto più conosciuto e più cucinato al mondo, ma che difficilmente riesco a trovare buono come a casa. Infine, soddisfatta della mia cena, ho concluso la serata in compagnia per una birra con i miei amici e il mio ragazzo, ritrovando già il calore che tanto avevo atteso nei mesi estivi e autunnali trascorsi a Nea Moudania.


Centro di Padova, di fronte a palazzo Moroni, sede del comune.

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Stazione ferroviaria al tramonto.

La vigilia di Natale è stata poi dedicata ai pacchetti regalo e al tradizionale cenone: devo precisare tuttavia che la mia famiglia non è mai stata solita riunirsi la sera del 24, ma solamente per il pranzo il 25. La cena a cui ho partecipato era infatti con la famiglia del mio ragazzo, e in questo modo non avremmo lasciato i nostri stomaci tranquilli nemmeno per un secondo. L’incredibile quantità e varietà di pesce che ci si è presentata davanti una volta preso posto a tavola non lasciava margine all’inappetenza, anche perché, neanche a dirlo, era tutto squisito. Cape sante, vongole, polpo, cicale di mare (in dialetto chiamate “canocie”) sfoglie con verdure, insalata all’arancia, e naturalmente i dolci: pandoro e panettone con annessa crema allo zabaione. Pieni come uova, dopo la mezzanotte e con l’aiuto di uno “sgroppino” (il nome parla già da sé) siamo giunti al momento che tutti adorano del Natale, ovvero lo scambio dei regali! Quest’anno in molti hanno scelto un libro per me (ne ho ricevuti ben sette), cosa che mi ha fatto un immenso piacere, ma subito dopo il pensiero: e come me li porto tutti in Grecia?
Andando a letto però una sola domanda si affacciava alla mia mente: come fare a ricominciare a mangiare tra solo poche ore?
Senza aver avuto troppo tempo per riflettere su come trovare una strategia, eccoci di nuovo attorno a un tavolo su cui stavolta compariva anche la carne, sempre secondo le usanze delle festività natalizie. Si comincia con biscottini al grana e tortini alla rucola, proseguendo con un pasticcio di ragù e uno alla zucca e formaggio morlacco. Per quanto il mio stomaco mi stesse chiedendo non solo di aprire un bottone ai pantaloni ma di prendermi una pausa, non potevo resistere alle bontà che da sola non sarei mai stata in grado di preparare, e quindi per inerzia e spirito d’opportunità ho proseguito con arrosto di vitello e contorni di ogni tipo, arrivando vittoriosamente fino al dolce. E quando mi ricapita?

La mattina di Santo Stefano ci ha dato il buongiorno con un sole magnifico, che mitigava un pochino il freddo, invitandoci ad approfittarne per stare all’aria aperta e fare un po’ di movimento. Dopo le terribili maree che hanno sommerso Venezia durante il mese di novembre, ero curiosa di tornarci per vedere come fosse la situazione e per salutare questa città che mi ha ospitata durante gli anni degli studi all’università. Fortunatamente devo dire che le attività sull’isola sembrano aver ripreso il loro corso nonostante gli ingenti danni, e sicuramente bisognerebbe restare un po’ più a lungo sul luogo per capire i disagi a lungo termine che gli abitanti stanno ancora vivendo. Tuttavia, i musei e le mostre erano regolarmente aperti, e abbiamo così raggiunto la Giudecca, isoletta giusto di fronte a San Marco, per visitare la mostra fotografica alla Casa dei Tre Oci (http://www.treoci.org/index.php/it/). Sono molto affezionata a questa fondazione, probabilmente perché in una posizione più isolata rispetto ai grandi palazzi veneziani che possono accogliere centinaia di turisti, e questo clima di tranquillità che regna all’interno del palazzo giudecchino regala immediatamente un senso di rilassamento e di vacanza vera e propria.

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Campanile di San Marco visto dal vaporetto per raggiungere la Giudecca.

Uno dei momenti di convivialità che più mi era mancato è quello dell’aperitivo con l’amato Spritz Aperol, su cui il Veneto ha messo il copyright per la ricetta replicata ovunque nel mondo, ma che rimane l’unico posto anche in Italia in cui è possibile trovarlo a prezzi abbordabili. Dove quindi, se non a Venezia, concedersi il momento dello Spritz con qualche “cicchetto”? Con questa parola si definiscono tutte le piccole cose che si mangiano per accompagnare le bevande dell’aperitivo: possono essere dei pezzettini di pane con sopra formaggio, verdura, pesce o carne; oppure delle polpettine, o piccoli pesci fritti. Può sembrare molto semplice e niente di speciale, ma l’aperitivo è uno dei miei momenti preferiti, come ho già detto, e assaporarlo alla tipica maniera veneziana è stata letteralmente una goduria per me.
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Ho poi trascorso i giorni seguenti sempre in compagnia della mia famiglia e dei miei amici, cercando di incastrare gli impegni in modo da vedere un po’ tutti (amici di scuola, d’infanzia, dell’università..) nel breve periodo che avrei trascorso a casa. Devo dire che le giornate sono passate in maniera assolutamente piacevole ed è stato bello riscoprire le mie abitudini dopo diversi mesi.
Il capodanno è arrivato in fretta e con lui i festeggiamenti per il mio compleanno, che, il caso vuole, cade proprio il primo gennaio. Altro giro altra corsa quindi di cenone, cenetta, auguri e regali, che mi hanno fatto sentire estremamente coccolata e che mi hanno fatto un po’ passare la voglia di riprendere un aereo per tornare al mio progetto all’estero. Ma come si sa, tutte le cose belle devono finire, e così anche le vacanze invernali sono volte al termine, lasciandomi quel calore nel cuore che avrei sicuramente portato con me.
Vi lascio con la foto della seconda e ultima pizza mangiata nei miei dieci giorni a casa, yummy!

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Penso che il mio racconto sia simile a quelli di molti altri, ma volevo comunque condividerlo con questo articolo che spero sia stato piacevole da leggere. Augurando a tutti un felice inizio dell’anno nuovo vi saluto, grazie come sempre per aver dedicato del tempo alla lettura, alla prossima!

Federica

La nostra Web Radio!

Carissimi, qui la volontaria italiana di SE.M.I. in Grecia. Quest’oggi voglio raccontare in cosa consista un progetto a cui la mia organizzazione ospitante, You in Europe, ha preso parte e ha reso partecipi anche noi volontari del Corpo Europeo di Solidarietà. Si tratta di una web radio creata per iniziativa di un’organizzazione italiana nell’ambito della Key Action 2, azione del programma Erasmus+ che mira alla cooperazione per l’innovazione e lo scambio di buone pratiche; questa tipologia di progetti è indirizzata a tutte le associazioni e ONG che lavorano all’interno di progetti Erasmus e che vogliano iniziare delle collaborazioni, anche di lungo periodo, con altre organizzazioni europee. È questo il caso del progetto “Broadcasting Europe”, questo il titolo scelto, che coinvolge quattro organizzazioni e le loro web radio. L’idea del progetto “Broadcasting Europe”, nato nel 2018, parte dal desiderio di creare una rete di cooperazione e scambio transnazionale tra diversi enti europei situati in quattro stati: Italia, Grecia, Polonia e Spagna. Lo scopo del progetto, globalmente, è quello di promuovere abilità e conoscenze dei partner coinvolti e metterle in atto attraverso tale rete internazionale, in modo da sviluppare sempre di più la consapevolezza sulle proprie competenze condividendola con altre persone.

Ma a livello pratico, che cos’è una web radio, e come funziona? All’inizio, non appena i nostri coordinatori e il nostro mentore hanno iniziato a parlarci di questo progetto, non ci è stato chiaro sin da subito come potessimo fare per mandare in onda il nostro programma, dove registrarlo e come farlo. Poco a poco però ogni cosa è apparsa più chiara, quando ci è stata mostrata l’apparecchiatura che sarebbe servita al nostro scopo. Tutto ciò di cui si ha bisogno è un mixer a cui vanno collegati un microfono, delle cuffie e delle casse, per poi collegare a sua volta il mixer ad un computer, tramite il quale verrà mandata in onda la puntata radio, o registrata e poi caricata sul sito dedicato. Broadcasting Europe si serve infatti di un sito internet, Spreaker (https://www.spreaker.com/), dove ogni partecipante può pubblicare le puntate del proprio programma, che rimangono poi visibili e ascoltabili da tutti.

In questo modo è quindi iniziata anche la nostra collaborazione con questo progetto, e insieme agli altri volontari ESC con cui sto condividendo questa esperienza abbiamo iniziato a pensare a un titolo per il nostro programma, i contenuti, come lo avremmo strutturato e via dicendo. Data le nostre diverse provenienze e nazionalità, ci piaceva l’idea di trovare un punto d’incontro tra i nostri paesi, che ci permettesse di aprire dei confronti e scoprire in ogni puntata qualcosa di nuovo riguardante Italia, Polonia, Portogallo e successivamente, all’arrivo del quarto volontario, Spagna. Il risultato finale delle nostre riflessioni è stato “The Random Show”, un programma casuale, senza un tema fisso ma con un argomento diverso in ogni puntata, in cui ognuno di noi avrebbe raccontato le proprie tradizioni, usanze e costumi, e in questo modo tutti avremmo potuto sentirci inclusi nella discussione e avremmo potuto portare le nostre opinioni e idee. Gli argomenti trattati sono stati i più variegati, dal cibo alle vacanze, dal cinema al Natale, il tutto condito da canzoni sempre legate al tema della puntata.
Random Show

Abbiamo quindi caricato sul sito web la prima puntata all’inizio del mese di agosto, con l’aiuto indispensabile del nostro mentore, membro dell’associazione You in Europe, il quale tra noi è l’unica persona ad essere in grado di utilizzare l’apparecchiatura necessaria. Abbiamo stabilito che avremmo registrato gli episodi ogni due settimane, per un totale di due al mese. Durante la prima registrazione l’imbarazzo e l’agitazione ci hanno accompagnati, ma poco a poco abbiamo preso familiarità con questo tipo di lavoro e adesso è diventato un gioco in cui ci divertiamo e riusciamo davvero a parlare delle nostre diverse culture in un clima informale ma al contempo con la consapevolezza di star contribuendo ad un progetto europeo molto più grande. Per ascoltare l’ultimo episodio dedicato alle tradizioni natalizie e per trovare tutte le puntate del programma seguite questo indirizzo: https://www.spreaker.com/user/broadcastingeurope/the-random-show-episode-8
Insieme a You in Europe abbiamo poi organizzato una festa nella piazza principale di Nea Moudania, il paesino dove sto svolgendo il volontariato, per promuovere non solo il nostro show ma tutto il progetto della web radio. Durante la serata abbiamo presentato il nostro lavoro, preparato e offerto cibo tipico dei nostri paesi a tutte le persone che si erano riunite in piazza e attraverso musica e balli abbiamo provato a promuovere questo progetto.
WEB Radio Party
E per l’occasione abbiamo anche stampato delle magliette con il logo della nostra radio:
WEB Radio Party
Da sinistra: Igor, il nostro mentore e Bartek, entrambi polacchi, Federica, ovvero l’autrice di questo articolo che state leggendo, Sofia dal Portogallo e Jorge dalla Spagna.

Per concludere, quindi, creare una web radio non è difficile, tutto ciò di cui avete bisogno è la giusta strumentazione! Vi saluto con l’augurio di aver reso l’idea di cosa sia una web radio e con l’invito ad ascoltare il nostro show in onda ogni due settimane. Stay tuned!

A presto,
Federica

Brisighella sei bella!

Ciao carissimi lettori,

We are here to entertain you for another time! Well, let’s see want is going on this week. We don’t have a lot of changes, the everyday life goes on pretty smoothly and I am working in different things.

As you can easily understand in this point, I am usually talking about my weekends so I can describe better the life in Faenza. The weekends I am going out, I am travelling and actually enjoying some alone time.

Something like that happened this weekend, too. Friday night we had our traditional dinner with pizza and wine, as we do every Friday. Thankfully, we found a cheep pizza place and also we don’t have preferences in our wine, so we don’t spent a lot of money every time. The difference of the past Friday with the previous ones is that finally I convinced the others to go and dance a little bit. So we did! Faenza is small -fact that I am repeating in every blog- but it has things to do and places to go out and also has a place that you can go and dance until the morning. After some hours, at 4.00 o’clock in the morning we returned home with my Lithuanian and blond friend to sleep until the next evening -because is Saturday and I don’t care if I am waking up late.

Saturday wasn’t a lot fun and it was certainly chill. I had a breakfast with my roommate and then with chilled all day in the apartment watching Netflix and eating. It is not ”party hard” kind of weekend, but I was really needed to stay in my warm couch all day and do nothing. I love myself, I have to respect its needs.

Sunday on the other hand was pretty interesting. We planned a small visit to Brisighella, a picturesque, tiny city near by. We spent only 10 minutes in the train and we were there, somewhere between 21th Century and Medieval Times.

Brisighella has the tittle of the most beautiful small city in Italy and I can’t give them wrong. Within 5 minutes walk from the station we were in the city center, which was full of little shops and restaurants. It is easy to notice from the first minute in this city the beautiful towers around its hills. Using the stairs we got to one of them and after 10 minutes we got to the highest point. The view from up there is certainly breathtaking and combined with the warm and nude colors of Autumn it was one of the best things I saw lately.

After a small walk upon the hills and enjoying the view, we decided to take a break and something traditional. As you may know one of the traditional dishes of Emilia Romagna is the ”piadina”. It is a kind of wrap, but a different one depending the area, stuffed with whatever you want. It is delicious, I love it, I ate it in 5 minutes.

So, that was it for today, I don’t have anything else to describe you.

Until the next time, have fun and eat italian food..

Danai, Greece

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