La bambina georgiana

Qualcuno dice che viaggiare sia il modo più efficace per vivere molte vite. Vi posso assicurare che lo è. Da sempre è il mezzo che uso per fregare il tempo, dilatarlo, renderlo più denso. Quando decidi di uscire dalla famosa “zona di comfort” la vita ti cambia. La mia, ad esempio, ha iniziato a prendere la forma che avevo immaginato da bambina. Oggi vi racconto di un mio viaggio, un viaggio fatto di persone, paesaggi, atmosfere, idee, cibi, culture diverse che ho lasciato entrare e che conservo ancora in casseforti che ogni tanto decido di riaprire, proprio come adesso. Il viaggio di cui vi parlo oggi è frutto di uno di quei sì detti all’ultimo minuto. A Febbraio dell’anno scorso sono partita per il mio primo Erasmus +, un progetto europeo che mi ha portato in Romania per un’intera settimana. E’ stata da subito una scommessa che sapevo di poter vincere. Quando decidi di scommettere con te stessa difficilmente prendi in considerazione di perdere sul serio, in qualche modo sai che ti rimarrà quel coraggio sfacciato d’esserti andata contro, o incontro. Tutti i viaggi ci regalano qualcosa, a me questo viaggio ha dato tanto; tra tutte le cose, un momento che ho deciso di raccontare. Vorrei poter rendere il momento di cui sto per parlarvi in tutta la sua pienezza. So che non ci riuscirò, ma ho comunque deciso di darmi una chance.

Ricordo come fosse ieri quel pomeriggio di Febbraio. C’era neve ovunque e una calma a cui ripenso ogni volta che mi concedo un respiro più lungo degli altri. Avevo trovato una persona rara in quel pezzo dimenticato di mondo, una di quelle con cui ti ritrovi a condividere quegli scorci di vita irregolari, quelle che arrivano come le cose che non avevi chiesto. Era come conoscerla da un tempo molto più lungo di quello che abbiamo avuto, era come sapere già che ci saremmo incontrate. Avevo trovato una di quelle persone che senti come casa tua, una di quelle persone che sorridono con occhi e bocca. Ne ebbi la certezza quando, in quella panchina al freddo, ci ritrovammo a parlare di tutto, di religione, politica, famiglia, dei nostri progetti futuri. Le nostre differenze ci tennero sedute lì per un po’. tra una parola e l’altra finimmo col parlare della sua infanzia, un’infanzia assai diversa dalla mia.

Gura Humorului – Romania

Consapevoli che quel momento non sarebbe tornato, decidemmo di viverlo con una sacralità che non si è ancora persa. Mi ritrovai ad ascoltare una storia che non sembrava vera davanti ad un caffè, in mezzo alla neve, nel nord della Romania. Fin da subito, rimasi colpita da quello sguardo fiero, uno sguardo che non doveva forzare un’umiltà che gli era da sempre appartenuta. Aveva gli occhi di chi aveva vissuto molti anni con un coraggio ammirevole, a volte senza neanche saperlo. Il sole di metà pomeriggio forse non bastava a scaldarci in mezzo a quel gelo di fine inverno, ma noi tenevamo le mani ben salde alle nostre tazze bollenti. Mentre parlava, immaginavo quello scenario triste e, a tratti, pieno di meraviglia, quello di un’infanzia che mai avrei potuto immaginare.

Quando la Georgia era in mano ad un regime, Mariam era solo una bambina. Nei primi anni Novanta, subito dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica, la Georgia attraversò un periodo di conflitti interni ed estrema povertà; il regime aveva lasciato il Paese al lastrico, l’economia era inesistente, le risorse alimentari insufficienti, la gente lavorava per due Laris (la moneta georgiana, corrispondente a 32 centesimi di euro) al mese. Il Paese era governato da “Ladri legalizzati”, persone che detenevano il potere abusivamente avendo anche la libertà di commettere crimini senza essere sottoposti a nessun controllo. “Le persone avevano paura di uscire di notte, perchè se lo facevi, c’erano alte possibilità che tu venissi aggredito. Raramente la gente portava con sé oggetti di valore e se lo faceva, stava attenta a nasconderli meglio che poteva. I criminali non avevano paura di strappare orecchini o borse alla gente. Non c’era polizia, la maggior parte era altamente corrotta e, per dirla tutta, collaborava con i “Ladri legalizzati”. A quei tempi la gente cercava in tutti i modi di sopravvivere.” Fu così che Mariam iniziò, e fu così che iniziai ad entrare in questa storia. “Non c’era elettricità, né gas, a volte neanche acqua. Usavamo una stufa a legna per riscaldarci in inverno e c’era un’ora in cui toglievano la luce e la gente cercava di sbrigare le faccende prima che ciò accadesse. Avevamo la tv ma l’accendevamo raramente, seguivamo le notizie alla radio e leggendo i giornali. Gli inverni erano molto duri da affrontare, dovevi preparare la legna durante l’estate per non passare un inverno al freddo.” Tra una frase e l’altra provavo una tale ammirazione che a tratti diventava vergogna, me ne stavo completamente in silenzio ripensando a tutto quello che avevo avuto io. Somigliava ad un romanzo di Dickens, in cui si racconta di una povertà semplice, in cui i bambini giocano accettando la miseria come qualcosa che non hanno scelto ma che riescono comunque a portare in spalla. Aggrottavo la fronte ai particolari più assurdi e la distendevo tutte le volte che provavo ammirazione. A tratti toccavo con mano quello che stavo ascoltando. Non mi ero mai resa conto di quanto un evento per me straordinario potesse rappresentare la vita di tutti i giorni. Non lo dissi ad alta voce, ma ripensai a tutte le volte in cui mi lamentavo quando andava via la corrente e i miei apparecchi elettronici smettevano di funzionare per cinque minuti. Mi sentii piccolissima, la persona meno coraggiosa del mondo. Pensavo di aver dovuto portare il peso di molte cose, non avevo sopportato nulla in confronto ad una guerra in atto. Non mi ero mai trovata sotto un regime, non sapevo che aria avrei respirato, come sarei stata, forse la mia parte rivoluzionaria sarebbe venuta sù meglio di così.

Nonostante il clima presente in Georgia, la gente cercava di condurre una vita normale. Mariam andava a scuola, al parco giochi, con una tale naturalezza mi disse che, essendo piccola, non sentiva il peso della sua condizione. Pensava a giocare, a stare fuori casa più tempo che poteva. Forse mi colpì proprio quella naturalezza, quella leggerezza con cui mi raccontava la povertà. Mi raccontò un aneddoto che mi lasciò a bocca aperta, perchè io cose del genere le avevo viste solo nei film. “Durante l’inverno, quando le giornate erano più corte, era molto difficile finire i compiti prima del tramonto, quindi continuavo a studiare aiutandomi con la luce di una candela. Tutti gli inverni della mia infanzia sono collegati alla luce di una candela, perchè era l’unica risorsa che avevamo per far fronte alla mancanza di elettricità.” Capirete che, cose del genere non si sentono tutti i giorni.

Le chiesi cosa provasse, cosa fossero stati per lei quegli anni. “Oggi, quando io ed i miei amici ci guardiamo indietro diciamo sempre “bui e dolci anni 90”, perchè sono stati esattamente così. Furono bui in tutti i sensi ma anche dolci, perchè, d’altra parte, avevamo relazioni più vere e più strette con la gente, giocavo con gli altri bambini per strada durante l’estate e posso dire che la mia infanzia è stata bella, nonostante tutte le cose che stavano accadendo nel mio Paese. Furono dei tempi terribili, ma per un bambino che voleva solo giocare con i suoi amici, che voleva stare per strada o giocare in cortile, fu fantastico. Quando mi guardo indietro non vedo tempi bui, li guardo ancora con gli occhi di quella bambina di 6 anni che amava uscire fuori a giocare.

Io e Mariam siamo amiche da un anno, quel viaggio e quella panchina ci hanno dato qualcosa che conserviamo ancora come un regalo che qualcuno ha deciso di farci.

Alla mia amica Mariam, alla bambina georgiana.

Grazia

Another Week, Another Story

Ciao a tutti,

Sono Danai venuta da Grecia e come ogni settimana, sono qui anche questa Venerdì per raccontarvi le mie nuove esperienze!

And continuing in English, because it’s easier…

The truth is that this week I didn’t do a lot of new things. After my mini trip in Brussels, for which I talked in the previous blog of mine, I back in Faenza and back to work. I continue being poor, because I’m spending all my money to travels and aperitivos, but I’m having a good time regardless the money in my pockets.

I decided to talk to this blog about a new activity of mine -association activity- for which I didn’t talk enough, I think. So, after the Christmas vacation and when I finally came back to Faenza, my coordinator asked me if I want to do a new activity and of course I told yes! Before holidays I was pretty focused on writing a youth exchange and with International projects in general, but after finishing my work and send it to the National Agency, the thing that left me to do was to waiting for their answer -and that reacquires time-. In that moment, when they asked me to start something new, I ran fast to answer ”yes, yes and yes”.

My new activity takes place every Thursday from 14.30 o’clock until 19.30 and is something I was already familiar with, after-school. I’m doing some after-school also here in Faenza, every Wednesday and Friday, but after the new year, the organization started an after-school also in Brisighella. Brisighella is a small city near to Faenza- only 10 min away with the train- and is really beautiful. The after-school there has kids in the first classes of high school, which we help to study for the next day in school- and after them we have younger kids around 7 years old, with whom we do creative activities in English.

 

 

To continue we have to talk a little bit about my relationship with kids. Four years ago, I couldn’t even be in the same place with a little kid, I mean I couldn’t stand the screaming, the curiosity and the unstoppable urge of playing, I was tired even thinking about it. But the time passed, I grew up and I had to make some money. I have a degree as a teacher of the Italian language so it was easier to find a job as one. I started doing private lessons, to adults and after the kids came looking for me. Last year I rebuild my opinion about the small people, the kids. I did private lessons to some of them and I enjoyed it. Yes, I’m still tired every time after 1 or 2 hours with them, they are so active that they can take all your energy at once, but I’m having fun and I’m feeling useful.

 

 

Knowing all that, you can assume two things about me and about the new activity of mine. First, I enjoy it and second every Thursday I’m sleeping really early, because I’m so tired every time. In Brisighella’s after-school with the younger kids we are doing a so many creative and fun activities. Every Thursday we are planning new ones and we are focusing in the English language. We’ve done already the clothes, the body parts and the seasons. As you can easily guess the next should be carnival related.

And briefly I’m saying you goodbye, my lucky readers…

Soon you next week…

Danai, Greece

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Il ritorno a Faenza…

Ciao a tutti,

It’s me, Danai and as every Friday from now on I will be here giving you details about my ESC project and my life in Faenza. If you read and remember my last article, I was talking about January, my little first taste of 2020. We are only watching the previews and I am already tired, like really tired…

Brisighella

I spent my January between two countries, Italy and Greece, while studying and actually dying from boredom and of course travelling and changing zones of hour. After, the first difficult weeks, I returned, for good this time in Italy, but it is just for 2 weeks since I am flying to Brussels at the start of February -you will learn all about it with plenty of photos and a huge blog post.

In any case, since I came back to Italy, I am feeling really empty regarding my energy batteries. Living like a nomad for only a month made me realize that I am getting old. You can laugh as much as you want, but since my birthday -2 weeks ago- I am feeling a grown-ass woman of 25 years old, that I have to eat healthy, before 8.00 a.m and sleep a lot. This is a clear sign that I need some rest, it’s not logical for me to feel old.

Office, office, office

But guess what… my body might need some rest but my head is all about the outgoing side of life and is yelling at me all day YOLO (You Only Live Once). So as you can imagine, it’s been 6 days now that I am living again in Faenza and I was out the 5 of them.

First, when I returned I had to see some friends that I has been literally a whole year since the last time I saw them. We went to a sushi place in Faenza, which I love from the first glance. It’s an all you can eat place with 20.00 every person and you can literally take everything on the menu. In the start I though that the quality will be low, but nooooo, everything was delicious, really really tasty. I ate until I was ready to pass out on that little table, still full of food and I return home only to realize that since I returned in Italy I have to get use again the waking up at 8.00 o’ clock every morning. I got over in as a drunk a glass of water trying to digest all the food and went to sleep.

Sushi Life choose me…

Since that moment the 8.00 o’clock awaking became again a habit. And so on my days kept passing with coffees, aperitivos, pizzas and drinks that gave not only calories, but also a bigger need to sleep and relax alone, away from all; ”JUST GIVE ME A BIT OF SPACE” I was saying to myself while I was getting ready to go out again. Yes, I have to say that I am an irony with a pair of feet, really you have to stop taking me seriously.

The weekend came and my bed was waiting for me. Saturday free, Sunday free, what could it gone wrong? Yes, I forgot I am making plans without even thinking about it, without consciousness, without checking…

Long story sort, I spent the whole Saturday in the streets, the bars and the restaurants of Bologna. It will be unfair if I say that I didn’t had a good time, I love Bologna as a city and I had a really good time with plenty of friends this Saturday. The only black and bad thing is as usual Trenitalia with all the train delays… I had to wait almost an hour to the cold and melancholia station.

Aperitivo?
Yes, please…

‘TGIS” (Thank God Is Sunday) was my new moto before even start walking in Faenza after Bologna. And finally, I stopped. I stopped making plans, I stopped going out, I stopped changing 5 outfits per day and I had my Sunday to sleep, rest and chill on Netflix. I did nothing -except an aperitivo, but it was really close to my house, doesn’t count-. It was nice and relax, but to keep on grumble a little bit more, as I told you before the awaking at 8.00 o’clock has became a habit again, so even though was Sunday, I woke up around 8.30… but all good, really tutto bene!

Alla prossima,

Danai, Greece

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“Al di là delle differenze” – La mia esperienza di volontariato nel cuore di Thessaloniki

Che valore diamo alle cose inaspettate? Per quanto possa essere credibile o meno, probabilmente erano proprio le cose destinate a noi. Ci sono diverse teorie sul destino, c’è chi dice sia una scusa per chi non riesce a scegliere, c’è chi crede fermamente ai suoi percettibili o impercettibili segnali. Da qualche anno a questa parte, ho cominciato a pensare al destino come alla combinazione casuale e intenzionale di scelte e accadimenti che non hanno, in realtà, una chiara spiegazione. Tante volte ho riso degli sgambetti di questo destino, altre volte ne ho pianto. Credo che questa volta abbia voluto parlarmi senza troppi giri di parole dicendomi esattamente ciò che avrei voluto sentirmi dire. Come diceva John Lennon: “la vita è tutto ciò che ti accade mentre stai facendo altri progetti”. Non ha sbagliato neanche su questo. La Grecia, infatti, è arrivata un po’ come la vita di cui parlava Lennon, come una domanda che non mi aspettavo, ma alla quale non mi sono sentita di dire no.

Thessaloniki

E’ grazie a questo strano sgambetto che adesso vi scrivo da Thessaloniki in veste ufficiale di volontaria italiana di SE.M.I., nel corso del mio progetto Esc (European solidarity corps) , raccontandovi un po’ della mia esperienza. “A world without exclusions” è il nome del mio progetto, grazie al quale sto scoprendo e toccando con mano cosa significhi lavorare con persone aventi disabilità mentali e cosa significhi appunto, promuovere una realtà che combatta la loro esclusione sociale. “S.F.A – Drasi gia to kati allo”, invece, è il nome dell’organizzazione in cui svolgo la mia attività di volontariato ed è un centro diurno che accoglie persone con varie forme di disabilità mentale e le accompagna quotidianamente attraverso un percorso “creativo”. L’arte, la musica, il gioco permettono a questi ragazzi e bambini di scoprire, sperimentare, promuovere le loro capacità in un luogo che loro sentono come una seconda casa.

S.F.A. – Drasi gia to kati allo

L’impatto con il lavoro non è stato da subito semplice. Per la prima volta nella mia vita, mi confrontavo con una realtà della quale non sapevo assolutamente nulla. Dovendo partire da zero ero molto spaventata, non sapevo cosa avrei dovuto dire o fare, come avrei dovuto muovere i muscoli, impostare il tono di voce, come avrei dovuto scegliere le parole. Ero convinta che avrei lasciato i sentimenti fuori da quelle stanze, non era così. Più passavano i giorni e più mi accorgevo di quante sfumature ci fossero dietro ogni movimento, sorriso o sguardo di persone che sin dall’inizio non ho visto per la propria malattia ma ho conosciuto per l’autenticità del loro essere. Sin da subito, mi sono accorta di quanto il carico emotivo di un’esperienza così possa metterti di fronte a te stessa senza possibilità di “fuga”. Queste persone sono state sin da subito degli specchi, che mi hanno messo e mi mettono costantemente in rapporto con me stessa.  Il primo mese è stato senza dubbio il mese in cui era più difficile per me comprendere il mio stato d’animo, potevo passare dall’essere felice all’essere letteralmente “frustrata” nell’arco di pochi minuti, troppe volte nell’arco di una sola giornata. Nonostante ciò, gradualmente e senza neanche accorgermene, iniziavo a sentire una strana sensazione di familiarità, come se in quel posto ci fossi sempre stata e come se le persone che cercavo di aiutare, in realtà, mi stessero dicendo che ero una di loro. Tenermi lontana da ogni condizionamento mi ha permesso di rapportarmi a loro nella maniera più pura possibile e, ancora oggi, mi aiuta a conoscere parti di me che ancora non conoscevo. Ci sono delle cose che impari quando entri in un mondo in cui non c’è una regola precisa per comunicare ed è tutto una continua domanda.

S.F.A. – Drasi to kati allo

Tante piccole scoperte quotidiane mi portano ad aprire sempre di più la mente a tante cose a cui prima non davo poi tanto peso. Una tra queste è la “lentezza”, che mi sta insegnando a saper aspettare e placare tutte quelle corse infinite che ogni giorno facciamo per arrivare prima degli altri..ancora non ho capito dove. Aiutare questi ragazzi spesso significa avere la pazienza di aspettare, vuol dire concedere all’altro tempi più lunghi e passi più lenti. Ho realizzato di avere molti più limiti di quanti ne avessi considerati; i ragazzi accolti da S.F.A, mi stanno aiutando ad abbattere naturalmente quei muri che da sempre costruisco con tanta filosofia. Non avevo mai considerato, ad esempio, quanto fosse importante per qualcuno riuscire ad appendere il proprio cappotto, perchè era talmente meccanico e banale farlo, che non avevo messo in conto che per alcune persone, invece, rappresenta una conquista quotidiana. Ciò che per molti è stranezza, per me è normalità e, ormai, quotidianità. Spero di non avervi annoiati con l’inizio di questa mia avventura in terra ellenica e concludo col dire che forse bisognerebbe ricordarsi che i limiti esistono nella maniera in cui li immaginiamo e li rendiamo vivi quando decidiamo di fare una gara in cui forse non si vince niente; perchè, a volte, sarebbe bello non giocare più a chi corre più veloce ma abituarsi ad andare a passo lento, per godersi di più il paesaggio.

Grazia

Il ritorno dopo Natale…

Ciao a tutti,

and a Happy New Year!!

I am back here to start the 2020 with a lot of energy, new experiences and food, of course. For the Christmas holidays I went back in Greece to see my family and my friends and enjoy some time in my home.

My feelings were mixed…

 

2019 memories photo

 

Before even leaving from Faenza to start my trip back to Athens I was pretty sure that I didn’t want to return. I had to stay in Italy to see how is Christmas time for the Italians and have this experience, too. But, my tickets were already paid and I couldn’t chance my mind so easily -after all, I think I already told you that I don’t have that much money to spent…-.

So, I returned in Greece and I landed in Athens. After a long journey I was finally home, in my bed sleeping during the afternoon because I was really tired from the flight and the change of the environment. I woke up at the right time to start my first night out in Athens and meet my friends. And that is how everything started….

 

I spent a week in Athens going out every single night and having fun. Of course with a bit of sleep and a lot of food. I saw all my friends and we had so much fun that after a point I almost forgot that I live in Italy now. After this fun and exhausting at the same time week, I took the bus to visit my parents and surprise them. They had no idea that I am going to my hometown to see them, even though they were literally begging me to go I was always telling them that I don’t have the time. Their reaction was precious!

I spent New Years Eve with them in our small village, in which they have a small, beautiful and traditional coffee shop. It was exactly what I needed after the previous week. I relaxed near the fireplace, I drunk coffees and hot chocolates, I took long walks with my dogs and I ate a lot for an other time. I also helped them if it was needed.

 

 

After 4 days with them, I returned to Athens to start getting ready to come back here, in Italy, in the magical Faenza. But, I never expected that for another time I didn’t wanted to go away. I got comfortable in Greece, with all these people around me that I love and it was really hard to come back here. I had to sit and think about all the positive and negative things to realize for another time that the opportunity to be here is amazing and I don’t want to change a thing.

 

 

After all, I am going back in Greece soon…

Danai, Greece

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Vacanza Studio All’ Estero

Have you seen your friends on Facebook and Instagram having fun all summer abroad?

Are you ready to live an extraordinary experience which combines the study of your interests and the chance to live abroad for an amount of time?

A.N.S.I (Associazione Nazionale Scuola Italiana) is here to give you the chance to live the experience that will follow you the rest of your life. If you already have found a summer study program that interests you or you haven’t but you want to join one, A.N.S.I is there to help you.

The search of a program that suits to your needs sometimes might be stressful as well all the bureaucracy around your departure for another country. This organization will be by your side and give you all the right information so nothing negative will come in your way.

A.N.S.I is an association that organize and informs about summer study projects abroad and with an experience of years in this field is the best organization to make you fell safe, well inform you and help you to find your path.

Firenze: Una città bella ma ”piena come un uovo”…

Ciao a tutti,

Sono qui per ancora una volta e con un nuovo travel blog! Or better I can keep going on with English. Sooo, I am still here, still living, working in Faenza and still travelling. For this week I have a really special city to talk to you about, but as you already understood we are going to speak for Florence!

One of the most famous cities in Italy, that I am sure everybody have heard about it, is Florence. Is a city with a huge history background from Medici and Renascence until the Modern Italian Ages. Easily can somebody say that while walking around the city seems like you are moving through the rooms of a museum. There is something to see in every corner of this city and you can easy fill your camera with beautiful pictures of Florence.

I think these are enough as an introduction for this town, so let’s move smoothly on my personal experience.

Here in Italy the 1st of November is actually a bank holiday and lucky me, happened this year to be a Friday. As you can imagine it was the perfect opportunity for me to start my trip from Friday, since I didn’t worked. I took a train at 10.00 o’clock in the morning and after two hours of an amazing route with the train, between mountains and cloudy autumn trees, I was finally in Florence. I had a date with a friend, in which house I stayed these days, in the central station of the city and from the first minute we started to explore Florence.

After a quick look in the city center I realized that Florence is a touristic destination, but a REALLY TOURISTIC DESTINATION. People were everywhere and it is getting extremely difficult to see the famous sights of the city. People are everywhere, you can’t move easily and of course in every place you have to wait a long to drink, eat, order etc.

One of the first things I actually wanted to do in Florence it was eating because I hadn’t had breakfast -as usual as we are talking about me- and I was pretty hungry around 2.00 o’clock. So, we tried the most famous place to eat in town, ”All’ Antico Vinaio”, and from the very first moment I was scared. There are three shops under the same name in the same street and the people were making huge lines to wait for a panini. Of course, I started complaining and begging my friend to find something else, but eventually she convinced me and I don’t regret it. After an 1 hour waiting we finally got our Panini and it was really delicious, maybe the best thing I ate in Italy so far.

After that really long waiting, we visited some of the sights in the town but I didn’t actually enjoyed them enough because of the people who were everywhere and in big, big numbers. The last thing that we did and it was maybe the thing I liked the most, -even though it was a little bit far from the city center-it was to visit the Michelangelo’s Square which is up to a hill and you can see all Florence from up there. The view is incredible and even though the people was pretty much for another time -I know you are bored for reading this today-, I enjoyed my time up there, listening to smooth music and drinking beer.

We went back home at 8.00 o’clock and we had plans to party a little bit in Florence by night, but as you can imagine all my energy was spent in only one morning in the town and just dealing with this huge number of people.

The next day we were expecting an other friend for ours, a fella volunteer as me and he was in town around 10.00 o’clock. Also he had a problem with all these people as me, but a bigger one. Our original plan was to stay in Florence since Sunday so we can visit for free all the famous museums in the city -because every first Sunday of the month you can enjoy a free entrance in all museums-, but after all we felt really tired in this town and I was started getting pissed off with this crowd of tourists.

We started our trip back in Saturday evening and around 9.00 o’clock in the night we were back in our quiet and rainy Faenza. We decided to make a common dinner and we drunk our two bottles of wine in the peace and quiet of our apartment, while enjoying quiet and calm conversation.

Yes, you got it right, it’s pretty crazy down there in Florence. I am voting ”Pass”, but I really don’t want to influence you, just take a visit too and tell me your opinion.

Until the next time…

Ci vediamo,

Danai, Greece

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Nuovi Arrivi!

Siete pronti per i nostri nuovi arrivi a Faenza?

Aspettiamo a Novembre i volontari Filandesi di Hyria, che si fermeranno un anno a Faenza con l’ Informagiovani!

Abbiano fatto il loro pre-departure training e ora sono un passo più vicino a Italia.

Non vediamo l’ora d’ incontrati!

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La nostra storia… fino a qui

Sono passati sei mesi da quando ci siamo costituite come associazione di volontariato e abbiamo fatto un po’ di cose (non tutte quelle che volevamo fare, ma insomma, siamo ancora in fase di rodaggio!).

E quindi in sei mesi ci siamo battute con la burocrazia, ci siamo registrate, ci siamo proposte come formatrici per insegnare un po’ di informatica ai richiedenti asilo e abbiamo organizzato tre corsi assieme al Progetto Policoro, Anolf, Cisl, Caritas, Farsi Prossimo e AMI e se tutto va bene a breve ne inizieremo un altro!

Abbiamo organizzato i nostri primi due aperitivi linguistici sul tema del viaggio e stiamo pensando al prossimo step: aperitivi in inglese con giochi di società!

Abbiamo ottenuto l’accreditamento come associazione di invio per il Servizio Volontario Europeo e il primo ragazzo, Boba Daniane, è partito per l’Olanda!

Abbiamo tanta strada ancora da fare e i progetti si fanno ambiziosi… quindi augurateci tanta fortuna e rimanete sintonizzati… per sapere tutto delle prossime mirabolanti avventure con le ‘cosiddette e sedicenti’ Seme XPXP