1 ANNO DI VOLONTARIATO ESC IN GRECIA – DA SETTEMBRE 2020 – CERCASI CANDIDATI ITALIANI

1 anno di volontariato europeo con il nostro partner greco You in Europe.
Stiamo cercando un/una partecipante italiano per un progetto di volontariato internazionale (ex SVE, ora Solidarity Corps). Il progetto si svolge in Grecia (Nea Moudania, vicino a Salonicco… sì, sul mare!) presso il nostro ottimo partner You in Europe. Da settembre 2020 a settembre 2021. Tutto è gratuito per il volontario: il viaggio viene rimborsato, viene fornita una stanza singola in alloggio condiviso e un pocket money mensile.

Alloggio: i volontari alloggeranno in 2 appartamenti. Ogni appartamento ha 2 camere da letto, bagno, soggiorno, cucina. L’appartamento è attrezzato per soddisfare le esigenze di base del volontario.

Pasti: i volontari ricevono 120 euro di indennità mensile, che saranno spesi secondo la loro volontà. Possono cucinare nel loro alloggio. Paghetta: i volontari riceveranno una paghetta di 150 euro al mese per le loro spese personali.

Formazione: i volontari parteciperanno all’arrivo e alla formazione di medio termine, organizzata dall’Agenzia nazionale. Inoltre saranno formati per il loro lavoro.

Call sul portale del Corpo Europeo di Solidarietà: https://europa.eu/youth/solidarity/placement/21400_en

SCARICA L’INFOPACK!

Instagram: https://www.instagram.com/you_in_europe/
Facebook: https://www.facebook.com/youineurope/

Laboratori didattici al tempo del Covid 19

Anche quest’anno Progetto Policoro Faenza e l’Associazione SE.M.I. – seeds for more interculture APS- hanno avviato il loro laboratorio di orientamento in uscita per le classi V degli istituti del territorio faentino. L’Istituto Oriani ha accolto la proposta formativa che ha avuto inizio, come di consueto, nelle aule della scuola a inizio febbraio.

La didattica si è svolta in modo laboratoriale, strutturando in ciascuna delle dieci classi V dell’Istituto un percorso di gruppo finalizzato ad aiutare gli studenti a riflettere sulle loro prospettive professionali o formative post diploma. Gli studenti si sono esercitati nella redazione di un proprio Curriculum Vitae efficace, hanno sperimentato la ricerca delle offerte di lavoro e approfondito lo studio delle tipologie contrattuali in cooperative learning. Mediante gioco di ruolo hanno simulato un colloquio di lavoro, mettendosi nei panni dei recruiter o dei possibili candidati, per porre in risalto le loro competenze e le loro qualità.

L’itinerario formativo è cambiato radicalmente nell’ultima settimana di febbraio.

La sospensione delle lezioni in aula per Covid 19 ha interrotto tutti i laboratori didattici attivi nelle scuole, mentre i docenti, che non si sono mai fermati, si riorganizzavano per la didattica online. Lo stesso è stato fatto dalle operatrici del progetto.

Grazie all’appoggio dei docenti promotori e della scuola, si è fatto tesoro del tempo di pausa per ripensare e rimodulare la proposta formativa e concludere il laboratorio in modalità “a distanza”. Sei delle classi incontrate a febbraio hanno ripreso l’analisi del mercato del lavoro attraverso gli incontri online con le operatrici del progetto. Si sono interrogati sui cambiamenti dovuti all’emergenza Covid 19 rispetto all’economia e all’occupazione; infine hanno e integrato la formazione con le indicazioni sulla selezione dei candidati in videocolloquio. Gli studenti interessati hanno poi svolto una esercitazione individuale allo scopo di simulare un percorso personale di ricerca e inserimento nel mondo del lavoro.

Ora che questa esperienza formativa si è conclusa, svelando nuove possibilità anche dove si intravedevano inaspettati ostacoli, le operatrici del progetto Debora e Ina vogliono ringraziare i docenti promotori, i professori Luca Bandini, Anna Maria Rava e Marco Piolanti, che hanno sostenuto la proposta con lungimiranza, credendo nelle finalità e nel suo valore formativo per gli studenti. Un grande ringraziamento va agli studenti stessi, che si sono messi in gioco anche in questa situazione difficile, che ha cambiato le loro prospettive ma non ha affievolito le loro speranze e il desiderio di essere protagonisti, liberi costruttori del futuro.

Quarantine Diaries: Second phase and EVS.

Hello again my beloved readers and I’m sorry for my disappearance. It’s been hard for everyone and hard for me too. After almost two months I can try eventually to be productive and active again…

We are happily moving to phase 2 of this lock down situation and the atmosphere here in Italy is certainly better. This week finally we can move easier around the city, drink our coffees, see our friends, go to the beauty salon-it’s a necessity- and try to enjoy the last days of spring until summer comes. In all of these activities of course we can add the use of face mask in everything we do from now on.

Let’s start from the begging and talk a bit about EVS in Faenza and the lock down. I wrote various articles in the past for the EVS experience and the amazing opportunity that I had, coming to Italy for a year. The true sense of EVS and all the similar European Union funded projects for young people is the chance to visit a new country for an amount of time and explore it. ”Travel” is the key word and I was ready to travel a lot this year. I did it also as much as I could before the lock down, but now everything stopped. Of course, life goes on and I will continue traveling if I’ll be patience and wait until the situation calms down. IN an case, the lost of these two months of my EVS experience is a bitter piece in my mind, all the travels that I could do, all the new places of Italy that I could see… thinking of all that is making me a bit sad and angry.

From my last trip before the lock down in Dozza…

But we will always have to think the bride side of life and there is one now; our chance to go outside again. This week our EVS activities have started and we went back to the office in the morning. Only this small step is enough to give you some confidence after all these months locked into your house. This week I had the chance to go outside and understand better how important is to take a walk sometimes and socialize with people in your life. Without these the past months I felt lonely and stuffed even though I could grown myself in many ways.

So this week I walked every morning in the office and enjoyed it so much. I had a coffee, a lunch. an aperitivo and a dinner and again I really enjoyed them. It’s been so long and now it seems the best…

Until the next time,

Danai, Greece

More Bridges, Less Walls

“More Bridges, Less Walls” è uno Youth Exchange nato dalla collaborazione tra due volontarie ESC al fine di promuovere i valori europei di solidarietà, comprensione e rispetto reciproci, consapevolezza di altre culture. Il progetto avrà il suo focus sul conflitto medio orientale e la crisi dei rifugiati che ne è conseguita nell’ultimo decennio, e su come questi processi migratori abbiano influenzato le scelte politiche di diversi paesi europei e come, allo stesso tempo, questi fenomeni ci coinvolgano in prima persona nonostante possano apparire dei problemi lontani da ciascuno di noi.

L’obiettivo e l’intento di questo progetto sono quelli di coinvolgere i giovani di cinque paesi europei (Italia, Grecia, Spagna, Slovacchia ed Estonia) e invitarli a riflettere su queste tematiche quanto mai attuali, per raggiungere un livello di consapevolezza maggiore sia sul tema specifico sia per quanto riguarda un senso di comunità e cittadinanza e rispetto che vadano al di là delle singole storie personali attraverso l’educazione non formale e attività specifiche e interattive come il teatro, il dibattito e incontri con esperti. Il luogo in cui lo Youth Exchange verrà implementato sarà Faenza, in Emilia Romagna, dal 20 al 28 settembre 2020.

I partecipanti dovranno essere cinque per ogni paese e avere un’età compresa tra i 18 e i 25 anni, e per inviare la richiesta di partecipazione dovranno compilare un form apposito, seguendo questo link:
https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLScxjeDIFjuLCI6x5rMhUz51aWm8jHOKAz-2OmnduPx1jIuCvw/viewform?usp=sf_link

Un infopack più completo con tutte le informazioni sul progetto verrà fornito molto presto, seguite le news sul sito di SE.M.I. e le pagine Facebook e Instagram dell’associazione per restare informati!

Le parole sono come pietre – Il “revenge porn” nell’era virtuale

In un periodo così confuso come quello che stiamo vivendo, in un momento così delicato in cui ci si aggrappa alla speranza che il mondo finalmente possa cambiare, è ancora più frustrante scrivere di un argomento come quello del “revenge porn”, che rappresenta probabilmente uno dei reati più sottovalutati, in un era che ci dà letteralmente in pasto ai social media. Per capire meglio e andare a fondo al problema, credo sia estremamente utile chiarificare il concetto. Il Revenge porn (“Vendetta porno”) è un’espressione che si riferisce alla condivisione pubblica di immagini o video intimi su internet senza il consenso dei protagonisti degli stessi. Dal nome stesso, si evince come l’azione indichi principalmente una “vendetta” per un torto subito, come essere lasciati, ad esempio. Molte persone, per la maggior parte uomini, decidono che la punizione dopo la fine di una storia debba essere quella di rovinare la vita di una ex, e quale miglior modo per offendere la sua immagine senza subire troppe conseguenze legali?

Nonostante sia stato approvato un disegno di legge contro il revenge porn in alcuni casi è estremamente difficile risalire ai colpevoli, essendo internet un campo virtuale soggetto a troppe manipolazioni ed escamotage. E’ il caso dell’ultima notizia risalente a qualche giorno fa e relativa alla scoperta di un gruppo Telegram chiamato “Stupro tua sorella 2.0”, un gruppo di chat il cui nome e numero di utenti (più di cinquantamila) fa alquanto rabbrividire. In seguito alle numerose segnalazioni, il canale è stato chiuso, ma ne sono nati moltissimi alternativi, sfruttando proprio l’intracciabilità di Telegram. Questo gruppo, creato con lo scopo di diffondere immagini, video, informazioni di donne, ragazze, bambine, che sono madri, mogli, ex fidanzate, conoscenti si rivela come un squallido ritrovo per tutti coloro che ritengono normale poter fare due “chiacchiere da spogliatoio” soddisfando ogni “lecita” e, da sempre, giustificata voglia sessuale, quasi come fosse un “fardello” che all’uomo viene dato alla nascita e che è difficile reprimere. Uno scambio di figurine sessuali, in cui immagino una gara a chi fa il commento più spinto, a chi non ritiene ci possa essere un limite, a chi inneggia allo stupro o alla pedofilia. Persino io, da sempre sostenitrice di una lotta poderosa contro tutte le forme di maschilismo e sessismo, ho paura. Questa confessione di paura mi costa tanto, perchè ho sempre trovato profondamente ingiusto dover avere paura per una limitazione di libertà imposta al mio “genere”, perchè non accetterò mai di dover subire una prevaricazione, effetto di uno schema al quale non ho dato la mia approvazione. Ma questa non è una lotta per l’emancipazione, qui si deve ancora lottare per mantenere la propria dignità e per restare vive. Si lotta perchè ad alcuni uomini non interessa che le donne abbiano un’identità, se loro vengono umiliati, è loro preciso dovere e diritto trattare come corpi da sottomettere le donne che si sono permesse a fare una cosa così. Perchè è questo che noi donne vogliamo, in fondo, vero? “Facciamo tanto le timide ma alla fine è questo che desideriamo, perchè dietro le parole che diciamo o non diciamo c’è sempre la possibilità che un uomo possa farci cambiare idea.”

Si pensa sempre che le estremizzazioni, come il revenge porn, siano frutto di malattie mentali, malattie che esulano da fattori educativi. Io, invece, sono sempre stata convinta che, se gli uomini e le donne combattono costantemente per scardinare dei meccanismi, togliersi delle etichette inibenti, probabilmente la “malattia” è diffusa dalla società stessa, che innesta un’idea così denigrante e limitante di noi che finiamo per credere di dover rispondere necessariamente alle caratteristiche del nostro “gender”. Spesso si sottovaluta la pressione che la maggior parte dei bambini maschi subisce già in tenera età. “Non piangere, le femminucce piangono”, “quanto sei forte, sei fortissimo!”, “diventerai uno sciupafemmine!”. Vorrei soffermarmi su questa ultima frase e mi piacerebbe tanto chiedere alle donne se qualcuno abbia mai detto loro che da grandi sarebbero diventate degli “sciupamaschi”. Io non credo. Perchè se diventi una sciupamaschi di conseguenza offri il tuo corpo, ti vendi, per cui meriti probabilmente che il tuo corpo venga utilizzato senza alcun riguardo.

I concetti più rilevanti risiedono nelle parole di uso comune, quelle che diciamo senza pensare. C’è chi uomo lo è diventato senza cedere a queste pressioni, c’è chi ha una famiglia forte alle spalle che non ha mai dato modo a queste direttive sociali di prevaricare sulla scelta dei valori da impartire ai figli. Però chiediamoci perchè, in un’epoca che dovrebbe definirsi “di evoluzione”, di così evoluto ci sia poco per ciò che riguarda questa disfunzionale educazione di genere. Le parole hanno un peso, perchè le parole diventano azioni che, anche se fatte da dietro un computer, hanno il peso di schiaffi. Con questo gioco molte donne hanno la vita rovinata, una dignità calpestata; diverse donne hanno subito un licenziamento, perchè vittime di un sistema incurante e malato, molte donne si sono tolte la vita, molte di loro minorenni, che ormai vedevano la loro vita rovinata per sempre. E’ una lotta che va portata avanti in onore di queste donne, è una lotta che va combattuta insieme agli uomini. E’ una lotta ancora lunga, probabilmente una lotta che richiederà tanti, troppi sacrifici, l’importante è non dimenticare quanto questa lotta sia necessaria.

Grazia

Quarantine diaries: What to watch now?

And the ”Quarantine diaries” project continues…

Last week I wrote about ”What to do” during this lock-down and I added to each particular activity a chilling atmosphere and a slower way to live your everyday life inside the house. Today, first I forgot that I have to write a blog- sorry, I’m so influenced from the chill way to live- and then I couldn’t find a subject. Finally, it came to me… What I do like a boss? What am I good at?

The answer is easy, I’m really good at watching movies, series, documentaries, all kinds of stuff that you can take the opportunity of the lock-down and watch now that you have plenty of time. So, for this week I decided to recommend you some TV series that you can start watching during this quarantine and who knows (?) maybe you’ll manage to finish them until the summer that maybe we’ll be out again.

*For the story, I decided to share with you some series and not movies simply because I prefer them. Usually I’m tired to stay and watch a whole movie and I’m falling asleep at the middle of it.

  1. When They See Us” (2019)

One of my personal favorites of all times. ”When They See Us” it’s a Netflix production -even though usually I don’t like Netflix productions- and it’s an American drama mini-series based on a true story.  It is based on events of the 1989 ”Central Park jogger case” and explores the lives and families of the five male suspects who were falsely accused then prosecuted on charges related to the rape and assault of a woman in Central Park, New York City. The five suspects were children of color that were wrongfully accused for a crime that they never did. The TV series is following the trials and the stories of each particular protagonist and it successfully makes you a part of the events. The ’80s atmosphere, the discrimination of people in color and the poverty of the American society of these times are visible and well displayed.

P.S: Grab some tissues if you easily get emotional and watch this masterpiece ASAP…

2. ”This is Us” (2016-…)

Ready for some family time? ”This is Us” it’s a diversity series even for its category, it’s a drama/ comedy family series. How is it possible, right? The story follows three siblings (known as the ”Big Three”), two brothers and one sister, all born in the same day. One of the most interesting parts of the series is the changing of the timeline once in a while; you see the protagonists in various ages and aspects of their lives. Each one of them has its own problems, joys and obstacles to overcome, but they are all connected with a family drama that follows them the most of their lives. The variety of the protagonists and the diversity of each particular life and story keeps your interest in high levels in every episode.

P.S: In this series you’ll find the best father figure ever played in TV. I love him!

3. ”Shameless” (2011-…)

**Providing this last -for today- TV series I wanted to highlight the difference between ”This is Us” and ”Shameless” and it has to do with the father figures. On the first one you see an emotional father figure, a made for family guy that loves his wife and its perfect in its own, realistic and particular way that makes you fall in love with him instantly. But in ”Shameless” you have a totally different person…

The series depicts the poor, dysfunctional family of Frank Gallagher, a single father raising six children. He spends his days drunk or in search of misadventures, and his children learn to take care of themselves. The show’s producers sought to distinguish this production from previous American working-class shows by highlighting how Frank’s alcoholism affects his family. Through the season of the series you’ll see the children growing up and changing while they’re becoming more responsible than their own father or sometimes irresponsible throwing the blame to the difficulty growing up in this family.

P.S: It might seems depressing as a concept, but the american black comedy atmosphere that follows the series is making everything more entertaining and realistic.

So, that’s it for this week, I might share with some more next week if I find a difficulty thinking of a different subject.

Danai, Greece

“La percezione dell’altro ai tempi del Covid-19”

Mi sono fatta tante domande su come questo articolo potesse risultare il meno giudicante possibile. In un periodo in cui si sceglie di esprimere la propria opinione senza alcun freno o riflessione pregressa, il fatto di far sapere il mio punto di vista è diventato per me una cosa su cui andare molto cauta. Non per sfiducia nelle mie capacità di ragionamento, s’intende, quanto per la presa di coscienza di quanto a volte parlare di cose che non si conoscono o si conoscono appena, sia alquanto superfluo. Proprio per questo motivo, lungi da me esprimere delle verità assolute entrando in campi molto distanti da me, come la medicina, ad esempio. Il mio interesse verso lo studio e la comprensione del comportamento umano, sociale in particolare, mi ha sempre portato a riflettere su come l’uomo si rapporti alle diverse situazioni od ostacoli che incontra e, in un momento di caos e preoccupazione generale come quello che stiamo vivendo, non escludo possa essere molto utile a capire in che direzione stiamo andando. Se ci fate caso, tutte le cose più assurde della vita iniziano casualmente, sono cose che tendiamo inizialmente a sottovalutare. Se mi avessero detto che il coronavirus, ad esempio, avrebbe portato a dichiarare lo stato di “pandemia” avrei riso tanto da avere le lacrime.

Una delle cose maggiormente visibili è certamente legata agli effetti che la paura ha su di noi, una paura che, a volte, può liberare l’istinto in maniera distruttiva, talvolta irresponsabile. La paura legata all’altro, che innesca una caccia alle streghe, la tendenza a conoscere i nomi degli untori, di chi ci sta mettendo in pericolo è qualcosa assai lontana dalla nostra parte ragionevole. E’ una paura che si genera naturalmente quando un essere vivente viene messo “in cattività”. In uno dei libri più illuminanti che io abbia mai letto, “Il signore delle mosche” di William Golding, emerge come anche la creatura più pura, come un bambino, se messo in una condizione ostile, possa liberare i suoi lati più oscuri. La paura può accecare l’individuo con la stessa facilità con cui può renderlo totalmente disinteressato. La paura ignorata, di conseguenza, può portare alla tendenza ad un rifiuto nei confronti della situazione che stiamo vivendo.

Cinicamente, sto riflettendo molto sul fatto che il disinteresse da parte di una fetta di popolazione, che emerge ogni volta che decide di violare le norme restrittive contenute nel decreto attualmente in atto per bloccare il contagio del virus, non sia altro che il prodotto di un lungo processo di una malsana cultura all’individualismo tipica del nostro secolo. “Fino a quando non capita a me” è una frase che non viene detta esplicitamente ma è ormai insita nelle nostre menti e corrisponde al fatto che, oramai, un problema che capita dall’altra parte del mondo non sia un problema nostro. Gli incendi in Amazzonia, le persone che scappano da una guerra, l’inquinamento della plastica, lo smog, la terra dei fuochi ci appaiono problemi così distanti, fino a che qualcuno dei nostri cari non muoia di tumore o un terremoto non distrugga le nostre case. La percezione dell’altro, in un tempo buio come quello che stiamo vivendo, ci viene assai difficile semplicemente perchè non è più un problema nostro da un po’.

Oltre agli aspetti meno positivi su cui viene naturale riflettere, non posso far a meno di notare come la stessa condizione di paura possa portare a forme straordinarie di unione. Mai come in questo momento ho voglia di abbracciare le persone che stento ad abbracciare, non sprecare il mio tempo in cose inutili, godermi le passeggiate all’aperto. Forse mai come in questo momento mi sono sentita, oltretutto, orgogliosa del mio Paese che cerca di farcela in tutti i modi, di infermieri e medici che stanno dando un’anima ad una terra sulla quale avevo perso le speranze.

Come tutti gli esseri umani che si aggrappano a qualcosa per non soccombere, mi emoziono di fronte ad un volontario che si offre di fare la spesa per gli anziani rimasti soli, sorridendo di fronte a quell’Italia caotica che canta nei balconi dando speranza a se stessa e agli altri. Mi conforta sapere che il mio Paese abbia scelto di non sacrificare vite umane per denaro, mi conforta che dal principio non ci sia stata questa intenzione. Vi saluto con la speranza che questo incubo finisca presto e con l’augurio che tutto questo ci renda finalmente svegli.

Grazia

Another Week, Another Story

Ciao a tutti,

Sono Danai venuta da Grecia e come ogni settimana, sono qui anche questa Venerdì per raccontarvi le mie nuove esperienze!

And continuing in English, because it’s easier…

The truth is that this week I didn’t do a lot of new things. After my mini trip in Brussels, for which I talked in the previous blog of mine, I back in Faenza and back to work. I continue being poor, because I’m spending all my money to travels and aperitivos, but I’m having a good time regardless the money in my pockets.

I decided to talk to this blog about a new activity of mine -association activity- for which I didn’t talk enough, I think. So, after the Christmas vacation and when I finally came back to Faenza, my coordinator asked me if I want to do a new activity and of course I told yes! Before holidays I was pretty focused on writing a youth exchange and with International projects in general, but after finishing my work and send it to the National Agency, the thing that left me to do was to waiting for their answer -and that reacquires time-. In that moment, when they asked me to start something new, I ran fast to answer ”yes, yes and yes”.

My new activity takes place every Thursday from 14.30 o’clock until 19.30 and is something I was already familiar with, after-school. I’m doing some after-school also here in Faenza, every Wednesday and Friday, but after the new year, the organization started an after-school also in Brisighella. Brisighella is a small city near to Faenza- only 10 min away with the train- and is really beautiful. The after-school there has kids in the first classes of high school, which we help to study for the next day in school- and after them we have younger kids around 7 years old, with whom we do creative activities in English.

 

 

To continue we have to talk a little bit about my relationship with kids. Four years ago, I couldn’t even be in the same place with a little kid, I mean I couldn’t stand the screaming, the curiosity and the unstoppable urge of playing, I was tired even thinking about it. But the time passed, I grew up and I had to make some money. I have a degree as a teacher of the Italian language so it was easier to find a job as one. I started doing private lessons, to adults and after the kids came looking for me. Last year I rebuild my opinion about the small people, the kids. I did private lessons to some of them and I enjoyed it. Yes, I’m still tired every time after 1 or 2 hours with them, they are so active that they can take all your energy at once, but I’m having fun and I’m feeling useful.

 

 

Knowing all that, you can assume two things about me and about the new activity of mine. First, I enjoy it and second every Thursday I’m sleeping really early, because I’m so tired every time. In Brisighella’s after-school with the younger kids we are doing a so many creative and fun activities. Every Thursday we are planning new ones and we are focusing in the English language. We’ve done already the clothes, the body parts and the seasons. As you can easily guess the next should be carnival related.

And briefly I’m saying you goodbye, my lucky readers…

Soon you next week…

Danai, Greece

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