Appuntamenti Internazionali… Sempre vanno la pena!

Ciao a tutti per ancora una volta,

Sono io, Danai, la volontaria greca a Faenza. I hope you didn’t forgot about me…

So for another time I am here to tell you everything about my life in Italy, my EVS experience and all the interesting things that happened through this week.

Unfortunately, this past weeks I couldn’t live in Faenza, I had to go back in Greece and write some remaining university exams, that I’ m really hoping to pass and GRADUATE THIS YEAR. All this situation with back and forward travels between Greece and Italy made me really tired and combining the study that I had to do, I can truly say that after a while I was begging to return to my everyday life in Faenza and be in a chill mood for a while without having so many things to do.

Stavros Niarxos Foundation, Athens, Greece

Except all these difficulties and all the studying, I had a great time in Greece, because a friend of mine came to visit me in Athens. But to talk to you about this I have to do first a small introduction.

As everybody knows at this point the ESC or EVS or SVE -the same thing, three different ways to tell it- is an incredible opportunity that helps you in many ways. Regarding the flexibility of work hours and environment, the chance to live abroad and the experience to learn a lot of new things, I believe that I already talked to you for some of these. One of the most important and interesting things that this SVE experience is giving you is a lot of new friends from all over Europe and in this way you can have the best intercultural experience and of course expand your multicultural view.

From the previous paragraph is easy to understand that I made a really good friend this year, thanks to ESC project that I am being a part. My friend is called Federica and she does the same project with me, but in Greece. She lives in the northern part of my country, near to my hometown and she working with another organization based in Greece. To explain you, to do a program like this you have to have a sending organization and a hosting organization. In the case of Federica and me we are sharing organizations, in sense that my sending organization is her hosting and my hosting (SE.M.I association) is her sending.

Long story sort, in some point near October we started working together for a project and also doing some language exchange classes via Skype, so I can help her communicate in Greek and she could help me improve my Italians. From this cooperation with ended up good friends but we never saw each other until now…

When I realized that I would be in Greece for two weeks this January and also inside this time I would have my birthday, I invited Federica to come and visit me in Athens. And so she did…

She came in Athens Thursday afternoon and she returned Sunday morning. It was four amazing days. I tried my best to make her see all the sights of Athens and all the cultural things. We did a long walk in the center of the city, visiting Thisio, Plaka, Monastiraki, Sintagma e Psuri -the heart of the city-.

We also eat a lot, like a lot! I wanted her to try some traditional Greek plates and we ended up eating ‘till we were dead and couldn’t move -especially the first day-. But except the things that we did in the city, we got to know each other better. Making new friends is always a thing that I enjoy and through this project I am really happy that I met a bounce of new and interesting people from all over the world. Through others you also have the chance to see yourself and your behavior and accept or change things. You can evaluate and challenge yourself. One thing is moving to a whole new country but maybe the most important thing of all is to make a social life there, without knowing anyone, between strangers, you have to find your place and make your circle. It’s difficult, it’s challenging but also it’s a huge opportunity for self improvement.

Until the next week,

Danai, Greece

“Al di là delle differenze” – La mia esperienza di volontariato nel cuore di Thessaloniki

Che valore diamo alle cose inaspettate? Per quanto possa essere credibile o meno, probabilmente erano proprio le cose destinate a noi. Ci sono diverse teorie sul destino, c’è chi dice sia una scusa per chi non riesce a scegliere, c’è chi crede fermamente ai suoi percettibili o impercettibili segnali. Da qualche anno a questa parte, ho cominciato a pensare al destino come alla combinazione casuale e intenzionale di scelte e accadimenti che non hanno, in realtà, una chiara spiegazione. Tante volte ho riso degli sgambetti di questo destino, altre volte ne ho pianto. Credo che questa volta abbia voluto parlarmi senza troppi giri di parole dicendomi esattamente ciò che avrei voluto sentirmi dire. Come diceva John Lennon: “la vita è tutto ciò che ti accade mentre stai facendo altri progetti”. Non ha sbagliato neanche su questo. La Grecia, infatti, è arrivata un po’ come la vita di cui parlava Lennon, come una domanda che non mi aspettavo, ma alla quale non mi sono sentita di dire no.

Thessaloniki

E’ grazie a questo strano sgambetto che adesso vi scrivo da Thessaloniki in veste ufficiale di volontaria italiana di SE.M.I., nel corso del mio progetto Esc (European solidarity corps) , raccontandovi un po’ della mia esperienza. “A world without exclusions” è il nome del mio progetto, grazie al quale sto scoprendo e toccando con mano cosa significhi lavorare con persone aventi disabilità mentali e cosa significhi appunto, promuovere una realtà che combatta la loro esclusione sociale. “S.F.A – Drasi gia to kati allo”, invece, è il nome dell’organizzazione in cui svolgo la mia attività di volontariato ed è un centro diurno che accoglie persone con varie forme di disabilità mentale e le accompagna quotidianamente attraverso un percorso “creativo”. L’arte, la musica, il gioco permettono a questi ragazzi e bambini di scoprire, sperimentare, promuovere le loro capacità in un luogo che loro sentono come una seconda casa.

S.F.A. – Drasi gia to kati allo

L’impatto con il lavoro non è stato da subito semplice. Per la prima volta nella mia vita, mi confrontavo con una realtà della quale non sapevo assolutamente nulla. Dovendo partire da zero ero molto spaventata, non sapevo cosa avrei dovuto dire o fare, come avrei dovuto muovere i muscoli, impostare il tono di voce, come avrei dovuto scegliere le parole. Ero convinta che avrei lasciato i sentimenti fuori da quelle stanze, non era così. Più passavano i giorni e più mi accorgevo di quante sfumature ci fossero dietro ogni movimento, sorriso o sguardo di persone che sin dall’inizio non ho visto per la propria malattia ma ho conosciuto per l’autenticità del loro essere. Sin da subito, mi sono accorta di quanto il carico emotivo di un’esperienza così possa metterti di fronte a te stessa senza possibilità di “fuga”. Queste persone sono state sin da subito degli specchi, che mi hanno messo e mi mettono costantemente in rapporto con me stessa.  Il primo mese è stato senza dubbio il mese in cui era più difficile per me comprendere il mio stato d’animo, potevo passare dall’essere felice all’essere letteralmente “frustrata” nell’arco di pochi minuti, troppe volte nell’arco di una sola giornata. Nonostante ciò, gradualmente e senza neanche accorgermene, iniziavo a sentire una strana sensazione di familiarità, come se in quel posto ci fossi sempre stata e come se le persone che cercavo di aiutare, in realtà, mi stessero dicendo che ero una di loro. Tenermi lontana da ogni condizionamento mi ha permesso di rapportarmi a loro nella maniera più pura possibile e, ancora oggi, mi aiuta a conoscere parti di me che ancora non conoscevo. Ci sono delle cose che impari quando entri in un mondo in cui non c’è una regola precisa per comunicare ed è tutto una continua domanda.

S.F.A. – Drasi to kati allo

Tante piccole scoperte quotidiane mi portano ad aprire sempre di più la mente a tante cose a cui prima non davo poi tanto peso. Una tra queste è la “lentezza”, che mi sta insegnando a saper aspettare e placare tutte quelle corse infinite che ogni giorno facciamo per arrivare prima degli altri..ancora non ho capito dove. Aiutare questi ragazzi spesso significa avere la pazienza di aspettare, vuol dire concedere all’altro tempi più lunghi e passi più lenti. Ho realizzato di avere molti più limiti di quanti ne avessi considerati; i ragazzi accolti da S.F.A, mi stanno aiutando ad abbattere naturalmente quei muri che da sempre costruisco con tanta filosofia. Non avevo mai considerato, ad esempio, quanto fosse importante per qualcuno riuscire ad appendere il proprio cappotto, perchè era talmente meccanico e banale farlo, che non avevo messo in conto che per alcune persone, invece, rappresenta una conquista quotidiana. Ciò che per molti è stranezza, per me è normalità e, ormai, quotidianità. Spero di non avervi annoiati con l’inizio di questa mia avventura in terra ellenica e concludo col dire che forse bisognerebbe ricordarsi che i limiti esistono nella maniera in cui li immaginiamo e li rendiamo vivi quando decidiamo di fare una gara in cui forse non si vince niente; perchè, a volte, sarebbe bello non giocare più a chi corre più veloce ma abituarsi ad andare a passo lento, per godersi di più il paesaggio.

Grazia

Business and industry

Supporting Europe’s business and industry future

EU policy helps make EU industry and business more competitive and promotes job creation and economic growth by creating a business-friendly environment.

With globalisation and stronger competition from emerging countries, Europe’s long-term economic prosperity will depend on the strength of its industrial base, not on services and banks alone. Research and innovation plays a key role in developing the technologies and approaches to ensure Europe’s manufacturing future.

A suite of EU programmes help small and medium-sized enterprises (SMEs) to access finance and markets, and support entrepreneurship, business creation, internationalisation and growth.

The EU is working to remove the remaining barriers to trade and to avoid creating new ones by promoting a business and consumer-friendly EU market, based on simple, transparent and consistent rules and standards.

Tourism

Tourism is a major economic activity in the European Union with wide-ranging impact on economic growth, employment, and social development. It can be a powerful tool in fighting economic decline and unemployment. Nevertheless the tourism sector faces a series of challenges. The European Commission works to address these with policies and actions.

Overview of EU tourism policy

EU policy aims to maintain Europe’s standing as a leading tourist destination while maximising the industry’s contribution to growth and employment. It also promotes cooperation between EU countries, particularly through the exchange of good practice. The EU’s competence in the tourism sector is one of support and coordination the actions of member countries.

Challenges for the European tourism industry

The main challenges are:

* security and safety – environmental, political, and social security; safety of food and accommodation; and socio-cultural sustainability threats

* economic competitiveness – seasonality, regulatory and administrative burdens; tourism related taxation; difficulty of finding and keeping skilled staff

* technological – keeping up to date with IT developments caused by the globalisation of information and advances in technology (IT tools for booking holidays, social media providing advice on tourism services, etc.)

* markets and competition – growing demand for customised experiences, new products, growing competition from other EU destinations.

Sources

https://europa.eu/european-union/topics/enterprise_en (23.12.2019)

https://ec.europa.eu/growth/sectors/tourism_en (23.12.2019)

https://ec.europa.eu/growth/sectors/tourism/policy-overview_en (23.12.2019)

Call for participants! Mindfulness for Tolerance

Erasmus+ Training for Youth Workers
10th March – 19th March 2020 (including 2 days of travel)
Wisła, Poland

training for youth workers _Mindfulness for Tolerance_

Therefore, aims of this training for youth workers are as follow:

  • To equip youth workers with knowledge and practical skills of the Mindfulness
    technique.
  • To discuss and discover how Mindfulness can be used to stop ‘working on mental
    pilot’ thus combating stereotypes and prejudice towards people from other cultures
    and countries (e.g. immigrants).
  • To develop tools (lessons scenarios) for using Mindfulness for promotion of tolerance and cultural intelligence / cultural awareness.

Participant profile: 

  • Italian citizen or resident 
  • At least 20 years old 
  • Preferably has experience as a youth worker 

Are You interested? INFOPACK – Mindfulness for Tolerance 

APPLICATION FORM

Do You have any questions? write US – ina.sasnauskaite@gmail.com

 

Natale con i tuoi, sempre e comunque!

Ciao a tutti, di nuovo, dalla Grecia! Con il nuovo anno ricomincio anche a scrivere dopo la pausa per le vacanze di Natale, delle quali ho approfittato per tornarmene un po’ a casa, nel Nord Italia. Vorrei quindi raccontarvi le mie avventure durante le due settimane trascorse tra cibi e tradizioni che per la maggior parte dei lettori italiani potrebbero risultare solo un elenco di cose normalissime e banali, ma che invece per qualsiasi altro connazionale risiedente all’estero potrebbero diventare oggetto di nostalgia e brama, o almeno così succede a me: quando vivo all’estero iniziano a mancarmi le piccole cose dell’Italia che, quando invece mi trovo a casa, trovo a tratti scontate o noiose. Iniziamo quindi.

Sono partita il 23 dicembre da Salonicco, in modo da arrivare in tempo per godermi appieno l’atmosfera natalizia e i festeggiamenti per la vigilia. Ad accogliermi, una volta arrivata a Padova, ho subito trovato abeti decorati e lucine appese per tutta la città. Quando ho finalmente raggiunto casa, in un piccolo paese dell’Alta Padovana, la prima cosa che ho desiderato è stata, ovviamente, la pizza! Noncurante dei pranzi e delle cene luculliane che mi aspettavano per i giorni a venire, mi sono quindi fiondata sul piatto più conosciuto e più cucinato al mondo, ma che difficilmente riesco a trovare buono come a casa. Infine, soddisfatta della mia cena, ho concluso la serata in compagnia per una birra con i miei amici e il mio ragazzo, ritrovando già il calore che tanto avevo atteso nei mesi estivi e autunnali trascorsi a Nea Moudania.


Centro di Padova, di fronte a palazzo Moroni, sede del comune.

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Stazione ferroviaria al tramonto.

La vigilia di Natale è stata poi dedicata ai pacchetti regalo e al tradizionale cenone: devo precisare tuttavia che la mia famiglia non è mai stata solita riunirsi la sera del 24, ma solamente per il pranzo il 25. La cena a cui ho partecipato era infatti con la famiglia del mio ragazzo, e in questo modo non avremmo lasciato i nostri stomaci tranquilli nemmeno per un secondo. L’incredibile quantità e varietà di pesce che ci si è presentata davanti una volta preso posto a tavola non lasciava margine all’inappetenza, anche perché, neanche a dirlo, era tutto squisito. Cape sante, vongole, polpo, cicale di mare (in dialetto chiamate “canocie”) sfoglie con verdure, insalata all’arancia, e naturalmente i dolci: pandoro e panettone con annessa crema allo zabaione. Pieni come uova, dopo la mezzanotte e con l’aiuto di uno “sgroppino” (il nome parla già da sé) siamo giunti al momento che tutti adorano del Natale, ovvero lo scambio dei regali! Quest’anno in molti hanno scelto un libro per me (ne ho ricevuti ben sette), cosa che mi ha fatto un immenso piacere, ma subito dopo il pensiero: e come me li porto tutti in Grecia?
Andando a letto però una sola domanda si affacciava alla mia mente: come fare a ricominciare a mangiare tra solo poche ore?
Senza aver avuto troppo tempo per riflettere su come trovare una strategia, eccoci di nuovo attorno a un tavolo su cui stavolta compariva anche la carne, sempre secondo le usanze delle festività natalizie. Si comincia con biscottini al grana e tortini alla rucola, proseguendo con un pasticcio di ragù e uno alla zucca e formaggio morlacco. Per quanto il mio stomaco mi stesse chiedendo non solo di aprire un bottone ai pantaloni ma di prendermi una pausa, non potevo resistere alle bontà che da sola non sarei mai stata in grado di preparare, e quindi per inerzia e spirito d’opportunità ho proseguito con arrosto di vitello e contorni di ogni tipo, arrivando vittoriosamente fino al dolce. E quando mi ricapita?

La mattina di Santo Stefano ci ha dato il buongiorno con un sole magnifico, che mitigava un pochino il freddo, invitandoci ad approfittarne per stare all’aria aperta e fare un po’ di movimento. Dopo le terribili maree che hanno sommerso Venezia durante il mese di novembre, ero curiosa di tornarci per vedere come fosse la situazione e per salutare questa città che mi ha ospitata durante gli anni degli studi all’università. Fortunatamente devo dire che le attività sull’isola sembrano aver ripreso il loro corso nonostante gli ingenti danni, e sicuramente bisognerebbe restare un po’ più a lungo sul luogo per capire i disagi a lungo termine che gli abitanti stanno ancora vivendo. Tuttavia, i musei e le mostre erano regolarmente aperti, e abbiamo così raggiunto la Giudecca, isoletta giusto di fronte a San Marco, per visitare la mostra fotografica alla Casa dei Tre Oci (http://www.treoci.org/index.php/it/). Sono molto affezionata a questa fondazione, probabilmente perché in una posizione più isolata rispetto ai grandi palazzi veneziani che possono accogliere centinaia di turisti, e questo clima di tranquillità che regna all’interno del palazzo giudecchino regala immediatamente un senso di rilassamento e di vacanza vera e propria.

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Campanile di San Marco visto dal vaporetto per raggiungere la Giudecca.

Uno dei momenti di convivialità che più mi era mancato è quello dell’aperitivo con l’amato Spritz Aperol, su cui il Veneto ha messo il copyright per la ricetta replicata ovunque nel mondo, ma che rimane l’unico posto anche in Italia in cui è possibile trovarlo a prezzi abbordabili. Dove quindi, se non a Venezia, concedersi il momento dello Spritz con qualche “cicchetto”? Con questa parola si definiscono tutte le piccole cose che si mangiano per accompagnare le bevande dell’aperitivo: possono essere dei pezzettini di pane con sopra formaggio, verdura, pesce o carne; oppure delle polpettine, o piccoli pesci fritti. Può sembrare molto semplice e niente di speciale, ma l’aperitivo è uno dei miei momenti preferiti, come ho già detto, e assaporarlo alla tipica maniera veneziana è stata letteralmente una goduria per me.
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Ho poi trascorso i giorni seguenti sempre in compagnia della mia famiglia e dei miei amici, cercando di incastrare gli impegni in modo da vedere un po’ tutti (amici di scuola, d’infanzia, dell’università..) nel breve periodo che avrei trascorso a casa. Devo dire che le giornate sono passate in maniera assolutamente piacevole ed è stato bello riscoprire le mie abitudini dopo diversi mesi.
Il capodanno è arrivato in fretta e con lui i festeggiamenti per il mio compleanno, che, il caso vuole, cade proprio il primo gennaio. Altro giro altra corsa quindi di cenone, cenetta, auguri e regali, che mi hanno fatto sentire estremamente coccolata e che mi hanno fatto un po’ passare la voglia di riprendere un aereo per tornare al mio progetto all’estero. Ma come si sa, tutte le cose belle devono finire, e così anche le vacanze invernali sono volte al termine, lasciandomi quel calore nel cuore che avrei sicuramente portato con me.
Vi lascio con la foto della seconda e ultima pizza mangiata nei miei dieci giorni a casa, yummy!

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Penso che il mio racconto sia simile a quelli di molti altri, ma volevo comunque condividerlo con questo articolo che spero sia stato piacevole da leggere. Augurando a tutti un felice inizio dell’anno nuovo vi saluto, grazie come sempre per aver dedicato del tempo alla lettura, alla prossima!

Federica

EDUCATION, TRAINING AND YOUTH IN THE EU

Education is one of the most importants things and nowadays it’s compulsory in most of the countries in the world.

Supporting quality education, training and social cohesion

The EU supports Member States in their efforts to provide the best education and training for their citizens. It also promotes multilingualism in Europe, helping with the teaching and learning of languages, encouraging mobility of students, trainees, teachers and young people, and facilitating exchanges of information and experience.

The EU sets out the framework for EU countries to exchange best practices and learn from each other, with an aim to:

– make lifelong learning and mobility a reality

– improve the quality and efficiency of education and training

– promote equity, social cohesion and active citizenship

– enhance creativity, innovation and entrepreneurship

To reach the objectives set out in the education and training framework, the EU implements policies in sectors such as:

– early childhood education and care

– schools

– vocational education and training

– higher education

– adult education

In the field of youth, the EU sets out a framework for cooperation among Member States through the EU Youth Strategy.

Through the Erasmus+ programme, the EU also provides funding, tools and resources for individuals, organisations and policy reform, in areas such as:

– study, training and development for students, trainees and education professionals abroad

– opportunities abroad for young people and youth workers

– opportunities for organisations to develop partnerships for innovation in education, training and youth

– knowledge exchange and policy reform to support growth, jobs, equity and social inclusion within Europe.

The European Solidarity Corps creates opportunities for young people to volunteer or work in projects in their own country or abroad that benefit communities and people around Europe.

Source:

Education, Training and Youth, European Union. Address: https://europa.eu/european-union/topics/education-training-youth_en (page visited on 18/12/2019)

Il ritorno dopo Natale…

Ciao a tutti,

and a Happy New Year!!

I am back here to start the 2020 with a lot of energy, new experiences and food, of course. For the Christmas holidays I went back in Greece to see my family and my friends and enjoy some time in my home.

My feelings were mixed…

2019 memories photo

Before even leaving from Faenza to start my trip back to Athens I was pretty sure that I didn’t want to return. I had to stay in Italy to see how is Christmas time for the Italians and have this experience, too. But, my tickets were already paid and I couldn’t chance my mind so easily -after all, I think I already told you that I don’t have that much money to spent…-.

So, I returned in Greece and I landed in Athens. After a long journey I was finally home, in my bed sleeping during the afternoon because I was really tired from the flight and the change of the environment. I woke up at the right time to start my first night out in Athens and meet my friends. And that is how everything started….

I spent a week in Athens going out every single night and having fun. Of course with a bit of sleep and a lot of food. I saw all my friends and we had so much fun that after a point I almost forgot that I live in Italy now. After this fun and exhausting at the same time week, I took the bus to visit my parents and surprise them. They had no idea that I am going to my hometown to see them, even though they were literally begging me to go I was always telling them that I don’t have the time. Their reaction was precious!

I spent New Years Eve with them in our small village, in which they have a small, beautiful and traditional coffee shop. It was exactly what I needed after the previous week. I relaxed near the fireplace, I drunk coffees and hot chocolates, I took long walks with my dogs and I ate a lot for an other time. I also helped them if it was needed.

After 4 days with them, I returned to Athens to start getting ready to come back here, in Italy, in the magical Faenza. But, I never expected that for another time I didn’t wanted to go away. I got comfortable in Greece, with all these people around me that I love and it was really hard to come back here. I had to sit and think about all the positive and negative things to realize for another time that the opportunity to be here is amazing and I don’t want to change a thing.

After all, I am going back in Greece soon…

Danai, Greece

Vacanza Studio All' Estero

Have you seen your friends on Facebook and Instagram having fun all summer abroad?

Are you ready to live an extraordinary experience which combines the study of your interests and the chance to live abroad for an amount of time?

A.N.S.I (Associazione Nazionale Scuola Italiana) is here to give you the chance to live the experience that will follow you the rest of your life. If you already have found a summer study program that interests you or you haven’t but you want to join one, A.N.S.I is there to help you.

The search of a program that suits to your needs sometimes might be stressful as well all the bureaucracy around your departure for another country. This organization will be by your side and give you all the right information so nothing negative will come in your way.

A.N.S.I is an association that organize and informs about summer study projects abroad and with an experience of years in this field is the best organization to make you fell safe, well inform you and help you to find your path.

CALL FOR PARTICIPANTS!

5 participants (15-30 years old) from Italy are looked for an Erasmus+ project FOCUS!

The mobillity period is 11.01.2020 – 20.01.2020 (excluding travel days).
Participation is free of charge!! All expenses (accomodation, meals activities, transport etc) are covered by the project. For registration, a CV is needed.

Check the infopack fore more details:

FOOD SAFETY IN THE EU

Every European citizen has the right to know how the food he eats is produced, processed, packaged, labelled and sold. The central goal of the European Commission’s Food Safety policy is to ensure a high level of protection of human health regarding the food industry — Europe’s largest manufacturing and employment sector. The Commission’s guiding principle, primarily set out in its White Paper on Food Safety, is to apply an integrated approach from farm to fork covering all sectors of the food chain.1

Ensuring safe food from farm to fork

Health protection is the aim of all EU laws and standards in the agriculture, animal husbandry and food production sectors. An extensive body of EU-wide law covers the entire food production and processing chain within the EU, as well as imported and exported goods.2

EU countries implement these harmonised standards and establish controls to enforce them. The EU audits the application and effectiveness of the laws and controls, and also provides training to the responsible EU and international authorities.3

EU food safety policy and action is concentrated in 4 main areas of protection:

* Food hygiene: food businesses, from farms to restaurants, must comply with EU food law, including those importing food to the EU.

* Animal health: sanitary controls and measures for pets, farmed animals and wildlife monitor and manage diseases, and trace the movement of all farm animals.

* Plant health: detection and eradication of pests at an early stage prevents spreading and ensures healthy seeds.

* Contaminants and residues: monitoring keeps contaminants away from food and animal feed. Maximum acceptable limits apply to domestic and imported food and feed products.4

Food Hygiene

Rules on hygiene of foodstuffs were adopted in April 2004 by the European Parliament and the Council […]. They became applicable on 1 January 2006.5

The 2004 rules merged, harmonised and simplified detailed and complex hygiene requirements previously contained in a number of Council Directives covering the hygiene of foodstuffs and the production and placing on the market of products of animal origin.

The rules in place since 2006 innovate in making a single, transparent hygiene policy applicable to all food and all food operators right through the food chain (“from farm to fork”), together with effective instruments to manage food safety and any future food crises throughout the food chain.

A Commission report (2009) recounts the experience gained, including the difficulties encountered (in 2006, 2007 and 2008) from the implementation of the hygiene package by all interested actors. It does not suggest any detailed solutions to the difficulties reported and is, therefore, not accompanied by proposals.

1Food safety, European Commission. https://ec.europa.eu/food/overview_en (page visited on 17/12/2019)

2Food safety in the EU, European Union. https://europa.eu/european-union/topics/food-safety_en (page visited on 17/12/2019)

3Ibid.

4Ibid.

5Food Hygiene, European Commission. https://ec.europa.eu/food/safety/biosafety/food_hygiene_en (page visited on 17/12/2019)