L’Erasmus+ non è mai andato in quarantena

Carissimi, finalmente la quarantena è finita, anche in Grecia. Sono stati quaranta giorni pieni di emozioni altalenanti, tra la frustrazione di non poter uscire e la paura del contagio, la preoccupazione per i cari in Italia e il timore che la situazione potesse precipitare anche qui, in terra ellenica. Sembra tuttavia che si possa, con le dovute cautele e lentamente, tornare a questa nuova normalità a cui, in ogni caso, dovremo abituarci in ogni angolo della Terra, poiché il futuro rimane incerto e quello che abbiamo vissuto ci ha cambiati, e insieme a noi anche la percezione dell’altro e delle nostre abitudini consolidate. Dal canto mio, in quanto volontaria italiana all’estero, posso dire di aver ritrovato una nuova motivazione e forza nei confronti delle mie passioni e delle prospettive per il futuro, e sono grata di aver avuto l’occasione di averlo fatto da sola e di avere, tutto sommato, reso proficuo questo periodo particolarissimo che abbiamo dovuto fronteggiare.

Del tutto sola però non posso dire di esserlo stata: accanto a me (in senso figurato), infatti, ho sempre avuto la mia organizzazione d’invio, SE.M.I., i miei coordinatori greci di You in Europe e, con grande e positiva sorpresa, altri membri di un’associazione di Thessaloniki (United Societies of Balkans) insieme all’Agenzia Nazionale greca. Quest’ultime hanno per l’appunto organizzato degli incontri online insieme a tutti i volontari Erasmus+ presenti sul territorio nazionale in questo momento al fine di monitorare la situazione in quarantena, come e quanto i progetti di volontariato sono stati colpiti dalle misure di chiusura per il Covid-19 e quali sono i piani e le strategie per il futuro.
Ho trovato questo meeting molto utile, non solo per il fatto di aver potuto porre ai membri dell’Agenzia Nazionale delle domande dirette e di ricevere delle risposte concrete, ma anche perché confrontarsi con giovani che stanno vivendo la medesima situazione a solo qualche chilometro di distanza è in qualche modo di sollievo, dopo un lungo periodo senza contatti con l’esterno.

Credo che cercare nuovi mezzi per supportare i volontari in questo momento sia un modo concreto per trasmettere i valori del programma Erasmus+, il cui scopo principe è proprio mettere in contatto le persone e abbattere le barriere che ci separano e superare gli ostacoli posti dalle diverse lingue e culture all’interno dell’Europa e non solo. Per quanto non sia possibile cambiare la situazione attuale semplicemente con un incontro online, tuttavia ho reputato importante lo sforzo e l’azione concreta che questa organizzazione e l’Agenzia hanno impiegato per avvicinare, almeno virtualmente, noi volontari, e farci capire che ci sono delle persone che possono aiutarci in momenti di difficoltà.

Per concludere posso dire di essere fiera della scelta personale intrapresa ormai un anno fa di partire con un progetto sotto gli European Solidarity Corps e di rimanere convinta dei valori trasmessi da questo programma. Torneremo ad abbracciarci, non solo virtualmente.

A presto,

Federica

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