Un tuffo in Medio Oriente

Carissimi, eccomi qui di nuovo per continuare a raccontarvi cosa succede nella penisola Calcidica… e un po’ più in là. Dopo aver condiviso con voi il mio viaggio verso Atene, mi sono subito lanciata verso nuovi orizzonti concedendomi quattro giorni alla scoperta di un meraviglioso paese in cui non ero mai stata insieme ad una mia cara amica e compagna di avventure conosciuta durante il programma Erasmus per studio.
Il paese di cui vi parlerò oggi è la Giordania, oasi di stabilità all’interno di una regione afflitta da scontri e conflitti.

Forse non tutti sanno che (Settimana Enigmistica docet) sono laureata in lingue ed economie dell’Asia e dell’Africa mediterranea, e che ho dedicato gli anni dell’università allo studio della lingua araba. Ho viaggiato in paesi arabi per studiare e lavorare per brevi periodi, e ogni volta che ne ho la possibilità cerco di allungare la lista di quelli visitati. Nessuna sorpresa quindi quando, nel vedere i prezzi stracciati dei voli per Amman, mi sono fiondata a prenotarli e a pianificare il viaggio nei minimi dettagli. Chiara, la mia amica, ha prontamente deciso di accompagnarmi in questa avventura che, seppur breve, è stata magnifica.

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Dopo esserci incontrate all’aeroporto di Salonicco, io e Chiara siamo quindi partite alla volta di Amman, dove abbiamo ricevuto un’accoglienza impeccabile da parte del proprietario dell’appartamento che avevamo affittato per i giorni che avremmo trascorso lì. Durante la prima sera infatti abbiamo assaporato dei falafel deliziosi e ci siamo poi rilassate con una limonata alla menta in uno dei locali del centro della città. Eravamo quindi pronte per partire alla scoperta della capitale giordana il giorno dopo, che abbiamo infatti dedicato interamente alla visita di tutti i siti archeologici più importanti.

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Anfiteatro romano di Amman
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Palazzo degli Omayyadi

Amman è costruita su sette colli, esattamente come Roma, conformazione che costringe i pedoni ad armarsi di buona volontà e fiato per spostarsi da una parte all’altra e soprattutto da una cima all’altra del centro. Purtroppo non siamo state molto fortunate con il meteo durante la nostra prima giornata in Giordania, avendo infatti trovato vento e un po’ di pioggia. Per rifocillarci e riposare per qualche istante le gambe stanche abbiamo deciso di assaggiare il dolce più tipico della zona, knafe, a base di formaggio fuso, pasta fillo, acqua e zucchero con una manciata di pistacchi sopra. Provare per credere di che squisitezza sto parlando!
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Conclusa la prima giornata di esplorazione e raggiunto nuovamente l’airbnb, abbiamo iniziato a prepararci per il giorno seguente, in cui avremmo raggiunto l’antichissima città Nabatea patrimonio dell’Unesco: Petra. La sveglia è suonata alle cinque, e il canto del muezzin ci ha fatto compagnia nel tragitto fino alla stazione degli autobus. Con l’aiuto di un caffè arabo e pane con za’atar (mistura di spezie composta da origano, timo, sesamo e sale) siamo poi riuscite a prendere posto sull’autobus che ci avrebbe portate a destinazione. Quattro ore di strada più tardi, non potevamo credere a quello che stavamo vivendo: ci siamo ritrovate immerse nella bellezza del siq, la gola che è necessario attraversare per arrivare al Tesoro di Petra. Il sole quella mattina ha deciso di farci compagnia, regalandoci il clima perfetto per trascorrere una giornata all’aperto e tra le alture nabatee.
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Il siq
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Il Tesoro
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Altura del Sacrificio

Stanche morte, ma con gli occhi e il cuore pieni di bellezza, verso metà pomeriggio siamo state costrette a ripartire per tornare ad Amman, a causa delle lunghe ore di viaggio e perché non avevamo più tempo a disposizione per rimanere in quella valle incantata. Ma purtroppo si sa: tutte le cose belle devono finire.
Ci restavano ancora una serata e una mattina ad Amman, e quale modo migliore di trascorrere il tempo se non mangiando? Per cena abbiamo scelto un ristorante piccolissimo, quasi da sembrare un salotto di una casa, dove ci hanno coccolate con i migliori piatti tipici del Medio Oriente; il giorno seguente invece abbiamo scelto di salutare la Giordania addentando l’ultimo falafel, polpette che per me costituiscono una vera droga. Un ultimo giro per i negozi del centro ed era ahimè tempo di fare le valigie e salutare quel paese stupendo che avevamo appena iniziato a scoprire.
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Ultima colazione

Questo piccolo viaggio mi ha fatto capire quanto la Giordania sia un paese tutto da scoprire, e quanto l’accoglienza ricevuta e la gentilezza trovata mi abbiano lasciato una certezza: ci rivedremo presto!

Federica

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