Il mio primo mese greco

Ciao a tutti!

Sono Federica e sto vivendo un’esperienza di volontariato in Grecia tramite l’ESC (European Solidarity Corps) presso l’organizzazione You in Europe, con sede a Nea Moudania, una cittadina situata 60 km a sud di Salonicco, nella penisola Calcidica.
Quando ho saputo di essere stata scelta come volontaria italiana per il progetto, mille dubbi si sono affacciati alla mia mente: come farò se non conosco il greco? Questo progetto è davvero quello giusto per me? Sarò felice vivendo per un anno in un paese dove finora ho solamente trascorso delle settimane di vacanza? E così via. Alla fine, sostenuta e incoraggiata da SE.MI, organizzazione d’invio, e da You in Europe, organizzazione ospite, ho deciso di accettare questa sfida e fare un salto nel vuoto.
Il progetto per il quale ero stata selezionata avrebbe lavorato soprattutto sul tema dell’educazione non formale, vale a dire tutte quelle attività formative non legate alla scuola o all’accademia, ma attività che coinvolgono attivamente il bambino o l’adulto creando un’interazione e uno scambio di conoscenza, oltre che un abbassamento dei livelli d’ansia da prestazione, poiché in questo tipo di educazione non esistono voti o esami, ma si tratta invece di un’auto analisi fatta da parte dello studente. Interessante, no?

Nel concreto You in Europe collabora con dei centri ricreativi chiamati con l’acronimo KDAP (in greco: Kentro Dimiourgikis Apascholissis Pedion) ovvero centro di lavoro creativo per bambini (ma anche per persone con disabilità), e la maggior parte del lavoro dei volontari sarebbe stata dunque concentrata in queste strutture, accompagnati sempre dagli insegnanti ed educatori che lavorano permanentemente nei centri.
Il progetto dunque mi sembrava molto interessante, e il fatto di poter imparare una nuova lingua una bella opportunità, senza dimenticare la posizione di Nea Moudania: una città con spiagge da cartolina sull’Egeo, e l’inizio delle attività avrebbe coinciso esattamente con l’inizio dell’estate… Come si poteva rifiutare? undefined

Il 3 giugno 2019 ho quindi preso l’aereo e sono atterrata a Salonicco, e sin dal primo momento sono stata circondata da moltissime persone: durante la settimana del mio arrivo, infatti, You in Europe avrebbe ospitato uno Youth Exchange, uno dei progetti di mobilità giovanile facenti parte del programma Erasmus+, con giovani provenienti da 6 diversi paesi europei.
La prima settimana ho quindi ricevuto la migliore accoglienza possibile, trovandomi a contatto con persone molto aperte, disponibili e gentili, con cui trascorrere il tempo ma anche con cui confrontarmi su progetti europei e sull’importanza della mobilità giovanile. Una delle cose che mi hanno colpita da subito è stato il calore dei greci, i quali sono sempre pronti ad aiutare chi hanno accanto anche se straniero.
All’inizio ho quindi avuto modo di ambientarmi in questa nuova città, scoprire le spiagge bellissime e divertirmi insieme ai ragazzi partecipando alle attività del loro scambio. Cosa avrei potuto chiedere di più?

Conclusi i saluti a tutto il gruppo dello YE, durante le settimane successive io e gli altri due volontari del progetto, Sofia, una ragazza portoghese e Bartek, un ragazzo polacco, abbiamo avuto modo di visitare i centri dove avremmo iniziato a lavorare poco dopo, conoscere le educatrici e insegnanti e proporre le prime attività che avremmo messo in atto entro la fine del mese. Da metà giugno infatti è stato stabilito l’orario estivo, che prevedeva la nostra presenza nei centri tutte le mattine, mentre il pomeriggio sarebbe stato dedicato ad attività personali e riunioni.
Tra le attività proposte c’è stata la mia idea di iniziare un corso di italiano per i bambini greci, che sono stati entusiasti dell’idea e con cui ho lavorato molto bene per tutto il corso dell’estate.

Le cose sembravano scorrere tranquille a Nea Moudania, ma non abbiamo avuto il tempo di annoiarci perché il 22 giugno è arrivato un nuovo gruppo di ragazzi per uno Short Term EVS, che sarebbero rimasti in Grecia per un mese con lo scopo di aiutare ad organizzare un festival locale.
Per tutti noi è stato quindi un piacere essere di nuovo circondati da nuove persone con differenti nazionalità e personalità, e oltre al lavoro nelle organizzazioni, i pomeriggi erano dedicati all’aiuto nelle attività di questo gruppo e alla socializzazione (ahimé, in spiaggia!).

A grandi linee questo è stato il mio primo mese in Grecia, pieno di cose da scoprire, persone nuove da conoscere e nuove attività, senza dimenticare una lingua ancora incomprensibile ma anche tanta gentilezza e voglia di comunicare.
Vi racconterò i mesi successivi nel prossimo articolo, per adesso non voglio dilungarmi più del dovuto. Grazie per aver dedicato del tempo alla lettura di queste righe, a prestissimo!

Federica

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